Flores d’Arcais: “Non possiamo perdere tempo: subito in piazza”

MicroMega

Intervista a Paolo Flores d’Arcais, di Chiara Paolin, Il Fatto Quotidiano, 25 agosto 2010

“Se Fini ha rotto con Berlusconi è merito anche di tutte quelle persone che sono scese in piazza negli ultimi anni. Ne sono convinto, e adesso occorre uno sforzo in più: per andare oltre la protesta”. Così legge la crisi di governo Paolo Flores d’Arcais, che dalle pagine on line di MicroMega ha lanciato ieri un appello per la democrazia insieme a Don Andrea Gallo, Andrea Camilleri e Margherita Hack.

Qual è la proposta, professore?
Passare all’offensiva. Berlusconi è stato chiaro, intende dare il colpo finale alla Costituzione italiana. Quindi stavolta non si tratta semplicemente di protestare contro il malgoverno, ma di proteggere un patrimonio democratico unico e prezioso.

I cittadini non saranno stanchi di protestare?
Quest’anno le piazze sono state piuttosto affollate. E’ un momento decisivo, dobbiamo riuscire a far convergere tutte le forze in campo. Ci rivolgiamo ai gruppi viola, alle associazioni, ai singoli cittadini. Per andare oltre il No B. Day: una manifestazione molto importante, l’anno scorso, che adesso deve assumere un valore in più.

Lavorerete insieme al Popolo Viola? L’appuntamento sarà a Roma il 2 ottobre?
L’importante è non perdere tempo, io chiedo di organizzarci al più presto possibile. E quindi a inizio ottobre va benissimo per noi, dev’essere una vera mobilitazione che faccia da base a un’iniziativa politica di ampio respiro, a una rete più stabile.

Qualcosa di simile al Movimento 5stelle? Anche Grillo ha chiamato i suoi a raduno nel weekend del 25 e 26 settembre, a Cesena.
Le cose nuove nascono dal basso, le lasceremo emergere spontaneamente. Ma è chiaro che a Roma vogliamo invitare tutti i militanti di tutti i movimenti politici. Senza bandiere di partito, però.

Veltroni dice che le sante alleanze anti premier non funzionano.
I dirigenti del Pd possono dire qualsiasi cosa, ormai hanno perso qualsiasi credibilità. E non tanto per ciò che hanno detto fin qui, ma per tutto quello che non hanno mai fatto.

Allora torniamo a Nanni Moretti, al mitico “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Era il 2002 e secondo il regista servivano almeno due o tre generazioni prima di tornare a governare l’Italia da sinistra. Un pessimista?
La manifestazione di piazza Navona fu fondamentale per aprire una stagione di grande responsabilità civica. Berlusconi conta molto sulla passività delle coscienze per continuare a picconare la carta costituzionale, ma noi dobbiamo impedirglielo a ogni costo. Soprattutto perché il suo stile è contagioso.

A chi pensa?
Guardate quello che sta succedendo alla Fiat. Sergio Marchionne non vuole più rispettare le leggi italiane, crede di poter riformulare a proprio piacimento i diritti dei lavoratori. Il berlusconismo va fermato come fenomeno culturale perché confligge con la tradizione democratica del nostro Paese.

Quali sono gli aspetti che vi preoccupano di più, in questa fase?
Innanzitutto la pluralità dell’informazione, tema ormai accantonato e invece assolutamente centrale. Oltre alla questione delle elezioni, che devono tornare a essere un momento di scelta libera e autenticamente democratica. Oggi non è così.

Secondo lei ci avviciniamo davvero alla nascita di un nuovo esecutivo? L’appello di MicroMega non rischia di cadere nel momento sbagliato?
Mi sembra un buon momento per decidere il futuro dell’Italia. In questa crisi di governo, sempre più sguaiata e volgare, i cittadini ci devono essere, e devono essere la voce che conta di più. Per questo l’appuntamento di ottobre diventa cruciale, dare il proprio sostegno stavolta significa completare un percorso lungo e articolato che giunge al punto cruciale. In caso contrario andrà disperso un patrimonio importante.

(25 agosto 2010)

Condividi Bookmark and Share



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.