Genova laboratorio dell’AltraItalia. Appello al voto per Marco Doria
Paolo Flores d’Arcais
Il voto di Genova riguarda anche chi non vota a Genova. Genova sarà, domenica e lunedì mattina, il cuore della politica italiana, la sfida elettorale di gran lunga più importante. Perché a Genova il candidato del centro-sinistra è un “outsider” nato fuori e contro gli apparati di partito, nei vicoli cari a De Andrè dove opera don Gallo, nel tessuto operaio che non si piega malgrado la crisi e nei centri intellettuali di una società civile più viva che mai.
Marco Doria ha vinto le primarie con una campagna poverissima, praticando (anziché proclamarla) l’austerità della politica. Ha vinto le primarie ignorando tutte le imposizioni della politica spettacolo e dell’ammiccamento mediatico.
A Genova voci insistenti, sempre più diffuse e convergenti, raccontano che il mondo di Burlando vede Marco Doria come il fumo negli occhi, e cercherà di non farlo eleggere al primo turno. A Genova Beppe Grillo ha concentrato il massimo sforzo di una campagna che vuole fare apparire tutti i candidati egualmente di “casta”, quando è macroscopico che con la “casta” Marco Doria non ha nulla a che fare ed è anzi in rotta di collisione. Genova insomma è un laboratorio di quello che domani potrebbe essere un’AltraItalia.
L’establishment vuole impedire che Marco Doria vinca al primo turno. I sondaggi dicono che il risultato è sul filo di un’oscillazione tra il 47% e il 51%. Ogni cittadino italiano, anche se non vota a Genova, può dare il suo contributo perché a Genova, con Marco Doria sindaco al primo turno, vinca la speranza di un rinnovamento radicale della politica italiana: ciascuno ha un amico, un conoscente, un parente, che vota a Genova. Cerchi di convincerlo, si attivi con mail, telefonate, sms, facebook. La speranza dipende anche da te.
(4 maggio 2012)
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