Haiti, Bertolaso vittima del conflitto di interessi

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Il ministro Frattini ha smentito con durezza le parole di Bertolaso superman che, dopo qualche ora trascorsa a Haiti, aveva liquidato, per altro con qualche ragione, con parole sprezzanti le modalità dei soccorsi ed in particolare il ruolo svolto dagli Usa.

Gli americani, che purtoppo non hanno il senso dell’ironia tipico dei berlusconiani, non hanno gradito lo show in trasferta di un italiano semisconosciuto e così non si sono accontentati di una falsa rettifica e di una semismentita, e hanno preteso le pubbliche scuse, anzi il povero Bertolaso ha persino dovuto far finta di presentare le dimissioni, prontamente respinte dal capocomico.

In realtà il capo della protezione civile è un’altra vittima del conflitto di interessi, il povero Bertolaso, infatti, è abituato, sul set abruzzese, ad esibirsi sotto la protezione e la connivenza del polo Raiset, a reti semiunificate, salvo le pochissime eccezioni, per altro sempre meno e sempre più deboli.

Sul set dell’Aquila tutto è lecito, tutto è permesso, non c’è nesso tra le parole e i fatti, si possono nascondere anche le quasi ventimila persone che ancora non hanno una casa.

Bertolaso si è abituato bene, così quando si è trovato ad Haiti ha pensato che tutto il mondo fosse paese e che anche in quel luogo valesse la lex berlusconiana e soprattutto che tutte le tv e tutti i giornalisti fossero di proprietà del capo supremo… Purtroppo per lui ancora non è così e per questo si è scatenata una ondata di indignazione che, qui, in casa nostra, non avrebbe assunto neppure la dimensione di una modesta onda in una giornata di mare piatto.

Per queste ragioni ci sembra giusto conferire a Bertolaso la medaglia della associazione combattenti e reduci del fronte del conflitto di interessi.

Giuseppe Giulietti

(27 gennaio 2010)

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