I Comandamenti secondo San Silvio

Carlo Cornaglia

Come gli scalator che gli ottomila
conquistano alla caccia di primati,
così l’amato nostro capofila
nove Comandamenti ha già violati.

Ha come Dio il denaro Sua Empietà
e son la gnocca, i soldi e le panzane
per lui la venerata Trinità.
Alla festa lavora, come un cane.

Ha rubato una villa a un’orfanella.
Ha assassinato la Costituzione.
Il falso come verità gabella.
Son gli atti impuri la sua gran passione.

La roba d’altri vuole e se la prende,
vedasi il caso della Mondadori.
Se la fiamma d’amore il cuor gli accende
anche la donna d’altri si fa fuori.

Ha pronunciato qualche giorno fa
la bestemmia che ancora gli mancava.
Per babbo e mamma, come ben si sa,
da bravo figlio il Cavaliere sbava

e pertanto ha concluso la scalata.
Monsignor Fisichella è comprensivo
con i peccati di Crapapelata.
Qui si pone un interrogativo:

“Siamo tornati ai dì delle indulgenze,
basta pagare e tutto vien concesso
con pronta assoluzion delle eminenze?”
Nessuna novità! E’ già successo

con Renatino, il boss delle Magliana,
in Sant’Apollinare tumulato.
Pertanto: “Largo ai figli di puttana,
poiché pure Gesù si son comprato!”

(18 ottobre 2010)

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