I fascisti salvati dai partigiani

Giovanni Perazzoli



Edmondo Cirielli, ex An e ora del Pdl, è un idealista che non rinuncia alle sue idee. E così fa affiggere, come abbiamo visto, un manifesto che per la celebrazione del 25 aprile si dimentica della Resistenza.

Sui manifesti c’è solo il riconoscimento all’esercito americano "per l’intervento nella nostra terra che ha sancito un’alleanza che ha garantito un lungo periodo di pace e di progresso economico e sociale senza precedenti e che ha salvato l’Italia, come l’Europa, dalla dittatura comunista".

Dalla dittatura comunista?

In realtà, come tutti sanno, nella Seconda guerra mondiale a sparare addosso ai ragazzi americani, polacchi, inglesi, canadesi, marocchini, tunisini… sono stati i nazisti e i fascisti.

Ma allora cosa avrà voluto intendere il Cirielli per “dittatura comunista”?

La prima ipotesi è che il Cirielli abbia creduto che il 25 aprile si festeggi la fine della guerra fredda, e non la fine della Seconda guerra mondiale voluta dal fascismo alleato della Germania nazista.

Ma c’è anche una seconda ipotesi, che vedrebbe in campo una tesi storiograficamente davvero ardita, perché revisionista al contrario. Forse con “dittatura comunista” il Cirielli si voleva riferire alla Repubblica sociale italiana. La quale, come si sa, oltre ad essere stata una realtà politica antinazionale, creata con l’aiuto determinante dell’occupante tedesco dall’ormai semplice cittadino Benito Mussolini – peraltro un evaso per la legge, benché altri dicano “liberato” dei tedeschi dagli arresti a cui lo aveva sottoposto il legittimo governo – si potrebbe considerare anche come l’unica forma politica “socialista” che si è avuta in Italia.

È al Manifesto di Verona che pensava Cirielli? Se è questa la “dittatura comunista” a cui si voleva riferire è però chiaro che il suo errore è dovuto solo all’abitudine di fare di tutta l’erba un fascio.

Lo stesso gli accade del resto con la Resistenza, che egli pare aver escluso dai manifesti, individuando in essa una fondamentale nota marxista-leninista. Tuttavia, alla lotta contro il fascismo e il nazismo hanno partecipato non solo i partigiani comunisti, ma anche le formazioni di Giustizia e libertà, i monarchici, i cattolici… Ed è grazie alla Resistenza se l’Italia ha recuperato un po’ di dignità nel consesso delle altre nazioni dopo la guerra.

In Cirielli si notano però anche delle posizioni nettamente “antifasciste” (nel senso di non mettere tutto nello stesso mazzo o fascio), quando s’impegna in un’accurata distinzione del grano dal loglio, perché non succeda che qualcosa dei fatti storici possa sfuggire alle nuove generazioni. Per questo nobile motivo ci tiene a ricordare che la "Resistenza era un movimento composito che intruppava anche persone che non combattevano per la libertà e per la democrazia, ma per instaurare una dittatura comunista in Italia” (la Repubblica).

Peccato che questo sia, per la logica, un asserto controfattuale. Infatti i comunisti, dopo la liberazione dell’Italia dai nazisti e dai fascisti, sono stati sempre fedeli alla Costituzione repubblicana, che hanno concorso a scrivere.

Ma in una cosa il Cirielli ha ragione. Se non ci fossero stati i comunisti, quanti mali ci saremmo risparmiati in Italia! Per fare un esempio, senza la Resistenza e i comunisti, molti capetti fascisti sarebbero finiti davanti al tribunale di Norimberga, come è successo in Germania.

Immagino che anche e soprattutto di questo Cirielli sia amareggiato. Non è il solo.

(25 aprile 2010)

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