I Grandi della Terra

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di Renzo Butazzi

Nella mitologia classica in vetta alla piramide del genere umano, proprio sotto gli dei dell’Olimpo, stavano gli eroi, chiamati anche Semidei se erano nati da una divinità e da un essere umano. L’immagine si è andata sfuocando con lo scomparire della civiltà greca e poi di quella romana e il significato del termine eroe è rimasto per indicare personaggi di straordinario coraggio fisico o morale. Di semidei non si è mai più parlato ma si vede che, inconsciamente, si sentiva la necessità di trovare un appellativo che riconoscesse la straordinaria superiorità di chi ci comanda in questo mondo più o meno globalizzato.
Ed ecco che i "media" hanno tirato fuori la suggestiva, quasi mitologica categoria dei "Grandi della Terra", costituita dai capi di stato e di governo dei paesi più ricchi. In occasione dell’ultimo G8 gli inventori ne hanno fatto largo uso, dando l’impressione di un certo compiacimento. Probabilmente riportare le parole e descrivere i comportamenti dei "Grandi della Terra" – invece che di "ministri", "capi di stato", "governanti" – da ai giornali e a chi ci scrive l’impressione di essere un po’ più "grandi" anche loro.

E’ evidente che l’espressione definisce una categoria che ha il diritto di godere di privilegi etici e materiali straordinari e insindacabili: dai voli di stato discrezionali per destinazione e contenuto, al turismo "di lavoro" in zone funestate dalle tragedie; dal seguito smisurato di armigeri, di suggeritori, di assistenti alle residenze principesche; dalla libertà di commettere errori nefasti – come mandare la gente a morire – per poi pentirsene, dall’illudere i milioni che muoiono di fame promettendo loro aiuto senza darlo ma senza pagare pegno.

Abbiamo visto i nuovi Semidei incontrarsi ammiccando, dandosi pacche sulle spalle, divertendosi alle battute reciproche, accettando corna e cuccù dal più buffo di loro, come i Monarchi di un tempo accettavano gli scherzi del giullare di corte. Poi, dopo le fotografie di rito, li abbiamo visti brindare, mangiare e scambiarsi doni circondati dalle macerie, senza manifestare alcun ritegno o disagio.
Qualche critico troppo ottimista dell’attuale governo, sembrava sperare che i "Grandi della Terra" mettessero in difficoltà il più ridicolo e piccolo di loro, facendo il lavoro che spetterebbe a noi.

Ma cosa volete che importi ai nuovi Semidei se un membro della categoria ha la debolezza di comportarsi, nell’Olimpo personale, come il galletto in un pollaio, cantando chicchirichì accompagnato dalla chitarra?
Cane non morde cane e "grande della terra" non morde "grande della terra".

(13 luglio 2009)



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