I media non cancellino le tute blu
“I cittadini sono uguali davanti alla legge…”, la Corte Costituzionale ha voluto riaffermare un principio cardine della Carta fondamentale che ispira la legalità repubblicana.
Tutti, compreso chi scrive questo blog, abbiamo esultato e abbiamo fatto non bene, ma benissimo, ma la nostra esultanza è anche la più clamoroso conferma della gravissima anomalia che sta devastando l’Italia. Ormai siamo costretti a festeggiare quando vengono riaffermati valori e principi che dovrebbero essere considerati un intangibile patrimonio comune, ma su questi temi altri, con maggiore competenza, hanno già scritto su Micromega.
Per restare sul principio di uguaglianza e del rispetto dei diritti fondamentali e inviolabili vorremmo richiamare l’attenzione sulle ragioni che hanno portato migliaia di metalmeccanici della Fiom Cgil a manifestare in diverse parti di Italia. La loro lotta, infatti, non ha solo una dimensione contrattuale ma anche un profondo significato democratico, nel senso letterale del termine.
La Fiom per chi non lo sapesse è il più grande sindacato del settore meccanico e raccoglie da sola oltre il 60% degli iscritti ai sindacati, dunque è di gran lunga il sindacato più rappresentativo.
La Federmeccanica, associazione degli imprenditori, ha deciso di discutere solo le piattaforme di Cisl e Uil e di dichiarare irricevibile quella della Fiom.
I lavoratori non hanno potuto esprimersi con un referendum sulle proposte sindacali, e dunque si è avviata una trattativa escludendo il punto di vista e la presenza di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Ferme restando così le cose si potrebbe persino arrivare ad un contratto siglato tra la Federmeccanica ed una minoranza del sindacato, ma questo contratto sarebbe applicati a tutti i lavoratori, con tanti saluti alla rappresentatività di ciascuna organizzazione, ma soprattutto in aperto disprezzo delle più elementari regole democratiche.
I media hanno quasi cancellato quanto sta accadendo e, non casualmente, le tute blu si sono recate sotto la sede della Rai a Viale Mazzini a Roma, chiedendo che alle loro lotte e alle loro richieste sia dedicato una spazio pari almeno ad una delle tante puntate che Bruno Vespa ha sin qui dedicato al delitto di Garlasco.
La sentenza della Corte Costituzionale che ha ricordato e ribadito il principio di uguaglianza parla anche a queste donne e a questi uomini che vedono lesi i loro diritti fondamentali, che si vedono privato persino del diritto a scegliersi il loro sindacato e a esprimere un voto sulla loro piattaforma contrattuale.
Non occorre essere iscritti alla Fiom e neppure condividerne tutte le posizioni per sentirsi vicini alla loro lotta e per rivolgere un appello a tutti media, nuovi e antichi, affinché diano voce e spazio a quanti si stanno battendo non solo per avere dignitose condizioni di vita, ma anche per rivendicare il principio di uguaglianza ed il diritto a potersi esprimere almeno sul loro contratto.
Giuseppe Giulietti
(9 ottobre 2009)
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