I predatori della libertà d’informazione

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Quanta libertà di stampa c’è in Italia? Poca o troppa?

Proviamo a mettere in fila quanto è accaduto solo e soltanto negli ultimi giorni.
Il viceministro Romani, un fedelissimo di Berlusconi, ha puntato il dito contro Annozero e Ballarò, affermando che simili programmi farebbero male all’azienda e all’Italia.

Non vi è dubbio che sicuramente fanno male a Mediaset, dal momento che continuano a conquistare nuovi spettatori e hanno persino la pretesa di fare domande scomode agli ospiti, senza sconti per nessuno come ha dimostrato la puntata di Annozero alla quale ha preso parte Pierluigi Bersani.

Il diretto superiore di Romani, il ministro Scajola, prima di andarsene ci ha fatto sapere che le sue dimissioni sono state provocate da un complotto mediatico. Non ci ha invece fatto sapere da chi mai sarebbe stato ordito un simile complotto dal momento che quasi tutti i canali del polo RaiSet hanno tentato, per giorni, di nascondere la vicenda o comunque di renderla incomprensibile, non dando mai la parola agli autori delle denunce, ai testimoni, ai fatti che avrebbero, ovviamente, demolito la tesi del complotto mediatico.

Nelle stesse ore al senato, gli amici di Berlusconi e Scajola, facevano approvare un nuovo emendamento alla legge bavaglio con l’obiettivo di rendere inutilizzabili i cosiddetti fuorionda e di colpire trasmissioni di inchiesta quali Le Iene, Striscia la notizia, Report, per fare solo qualche esempio.

Non contenti hanno già cominciato a sparecchiare contro il film ”Draquila” di Sabina Guzzanti, accusandola di essere una antitaliana, una che vuole sputtanare l’Italia all’estero, dal momento che al festival di Cannes hanno deciso di dare grande spazio alla proiezione del film.

Per i francesi, infatti, e non solo per loro, Sabina Guzzanti non è un agente provocatore, ma una artista capace, sensibile, intelligente, libera, capace di dare forma artistica all’Italia della melma, delle truffe, della diserzione civile.

Seguiremo con grande attenzione questa vicenda, perché non vorremmo che dopo averla cacciata dal video, ora tentassero anche di rendere difficile la vita al suo film, magari bloccando la promozione, o impedendo alle trasmissioni di parlarne, oppure cercando di ostacolare la distribuzione o la permanenza nelle sale cinematografiche. Da questi signori c’è da aspettarsi questo e molto altro.

Per concludere questo mini blob dedicato ai predatori della libertà di informazione, vogliamo infine ricordare la battuta del presidente medesimo che liquidando tutti i rapporti internazionali che assegnano alla Italia la maglia nera in Europa, ha pensato bene di proclamare, tra gli applausi dei suoi stipendiati, che ”in Italia la libertà di stampa è pure troppa…", in quel troppa ci sta tutta l’anomalia italiana, la tragedia che viviamo, la ragione che ha portato le organizzazioni internazionali a inserire l’Italia tra i paesi semiliberi.

Troppa significa che qualcosa si dovrà ancora levare, forse proprio i programmi indicati dal fido Romani e che da tempo sono stati inseriti nella lista nera dal sultano medesimo.

Quanto ci riuscirà la libertà sarà finalmente totale, anzi totalitaria.

Giuseppe Giulietti

(6 maggio 2010)

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