Il Cavaliere e la testa di Tremonti
Il ministro Brunetta ha chiesto la testa del collega Tremonti, non contento ha anche aggiunto che quasi tutto il governo vorrebbe la sua testa e non solo.
Di fronte ad una richiesta così gentile ed argomentata in modo pacato, il presidente sultano che si trovava in Arabia Saudita con gli amici sceicchi, ha replicato da autentico statista: ”Si tratta di normale dialettica, certo sarebbe meglio non dire queste cose in pubblico”.
La prossima volta quando Brunetta tenterà di schiaffeggiare, magari in consiglio dei ministri, il medesimo Tremonti, il presidente del consiglio, con fare paterno, commenterà così: ”sono manifestazioni tipiche dell’adolescenza, sarebbe meglio, tuttavia, che per le loro effusioni usassero l’apposito ring che ho fatto realizzare per loro in una delle stanze che ho fatto liberare di recente a Palazzo Grazioli”.
Al di là di ogni ironia, questi modi e questi toni sono propri di chi ritiene la cosa pubblica una proprietà privata, di chi non pensa di aver vinto le elezioni, ma addirittura di aver acquistato lo stato e di disporre a proprio piacimento della Costituzione e della legalità repubblicana.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla manifestazione indetta per il prossimo 5 dicembre vada a leggersi la lettera di Saviano e l’intervista di Ciampi, pubblicate da Repubblica, e poi corra non solo a inviare la propria adesione, ma anche a metterne insieme la più grande quantità possibile.
Giuseppe Giulietti
(24 novembre 2009)
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.