“Il cielo sopra Gomorra”. L’inchiesta di Rainews24 sulle discariche abusive in Campania (VIDEO)
Il cancro di una terra che si riverbera violentemente sui suoi abitanti. Il problema dei rifiuti tossici sversati nelle zone agricole campane ha fatto sussultare il popolo italiano. Numerose sono state le indagini e le ricerche effettuate da Legambiente e dal sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie, soprattutto nel territorio casertano, mostrando nuove e terribili scoperte. Recentemente infatti, una lodevole inchiesta mandata in onda da RaiNews24 e chiamata: «Il cielo sopra Gomorra» ha rivelato, in tutta la sua triste drammaticità, la tragica quotidianità che caratterizza la vita dei residenti della zona. Le economafie, impadronendosi del lucroso affare dello smaltimento di rifiuti tossici, hanno reso sterile e contaminato circa un terzo dell’intero territorio casertano.
UN’AGGHIACCIANTE VERITA’ – Il reportage, che indaga in profondità sulle modalità dell’aberrante atto perpetrato nei confronti di questa terra, inizia con l’analisi della discarica tossica sepolta nella cava di Masseria Monti. Il video mostra i diversi macchinari utilizzati dagli addetti ai lavori nella rilevazione di componenti pericolosi del suolo campano, come il magnetometro e la telecamera termica. Il servizio rivela la presenza di amianto, polveri di varia natura, bitumi, materiali ferrosi celati nel sottosuolo agricolo, causa di un’ineludibile quanto rapida diffusione di varie tipologie di carcinoma, che attaccano soprattutto i più giovani. Una realtà dolorosa, ben nota ai maddalonesi, che si manifesta con drammatica evidenza nei fumi nocivi che escono dal sottosuolo o nei milioni di rifiuti stoccati nelle cave abbandonate di Caserta o nei cosiddetti «laghetti», specchi d’acqua creatisi artificialmente dal prelievo di terra e sabbia da utilizzare nell’edilizia, che sorgono in terreni i cui titolari sono, ovviamente, legati al clan dei casalesi.
UNA BONIFICA FINANZIATA E MAI REALIZZATA – Sono mutate in parte le modalità di smaltimento illegale dei rifiuti. Un’esemplificazione è il trasferimento dei materiali chimici e scarti industriali da grossi tir su furgoni più piccoli, che più facilmente possono passare inosservati. Secondo alcune indagini effettuate dall’Arpac, agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in Campania, sono trecento i siti contaminati, mentre sono stati stanziati 8 milioni per bonificare l’intero territorio. Una bonifica che non è mai iniziata, finanziata da una somma che non è sufficiente e che rischia di finire in mano alla camorra. Il video conclude infatti con una indigesta verità, per la quale vi è la possibilità che gli stessi che hanno straziato e violentato questa terra, arricchendosi in maniera sproporzionata, si arricchiranno ulteriormente attraverso le bonifiche.
Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno
(14 aprile 2010)
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