Il covo del clan
Carlo Cornaglia
Spender soldi in sicurezza
per protegger Sua Bassezza
sembrerebbe un vero spreco.
C’è nell’aria ancora l’eco
del parer delle battone:
“Nella sua ricca magione
dove andiam per notti folli
si può entrar senza controlli…”
Ma non deve sembrar strano.
Nella casa del caimano
visse a lungo uno stalliere,
un mafioso da galere
che ospitò, senza artifici,
fra i suoi tanti cari amici,
sia Bontade che Teresi.
Senza trucchi né mimesi
nelle ville sono stati
i sodal pregiudicati,
da Dell’Utri al Cesarone,
dalla zoccola al lenone,
tutti entrati in libertà.
Disse infatti Mavalà,
il suo massimo legale:
“Berlusconi è solidale
ed accoglie con letizia
chi ha problem con la giustizia
ed è quasi per istinto
verso il malfattor sospinto”.
Non per nulla le ragazze
che per Silvio vanno pazze
hanno spesso dei morosi
per lo meno avventurosi.
Barbara Montereale
è legata con un tale
che per mafia fu inquisito.
La Polanco ha preferito
un bel narcotrafficante
che fermarono al volante
della Mini di Nicole
con la droga che il figliol
trasportava assai furtivo.
Una delle due De Vivo,
le gemelle tutto pepe,
par che un tipo da presepe
indagato per camorra
per l’amore non aborra.
Eppur questa compagnia
entra nella sua badia
senza che la sicurezza
muova un dito…Che stranezza!
Un gorilla, interpellato,
si è così giustificato:
“Questo caso fa eccezione:
del premier nella magione
noi non presidiam l’entrata,
ma è l’uscita controllata.
Normalmente i malfattori
entrar vogliono da fuori
con intenti fraudolenti,
qui stan dentro i delinquenti!”
(26 settembre 2011)
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