Il dovere di inasprire l’opposizione

Vincenzo Vita



E’ necessario, doveroso, irrinunciabile inasprire l’opposizione al governo Berlusconi, sia quella parlamentare, sia quella sociale. E’ utile chiarire, però, che i regolamenti parlamentari oggi non permettono più l’ostruzionismo "classico", quello con il quale è stato possibile all’opposizione bloccare per decenni i lavori di Camera e Senato e impedire l’approvazione di tante leggi vergognose.
Tali limiti all’efficacia del lavoro delle opposizioni sono particolarmente gravi in un Parlamento ipermaggioritario, eletto con una legge antidemocratica come la Calderoli del 2005.

Tuttavia, e lo si è dimostrato in diverse occasioni, la lotta politica svolta attraverso tutte le forme consentite può dare risultati certo limitati, ma concreti.

Naturalmente, l’iniziativa delle opposizioni in Parlamento è tanto più efficace quanto maggiore è il rapporto con la società e i suoi movimenti. E’ stato il caso, ad esempio, dell’opposizione assai aspra – e finora vittoriosa – al disegno di legge del governo sulle intercettazioni telefoniche.

Difficile, quindi, il "blocco" del Parlamento. Ma l’intensità del contrasto al governo non può mancare. Perché non mettere a punto subito tattica e strategia con specifiche iniziative di tutte le opposizioni: di quelle parlamentari, ma anche di quelle sociali?

(27 febbraio 2011)

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