Il ministro Orlando dice “no” al confronto con Gratteri
Da quasi due settimane MicroMega ha invitato il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri a presentare in un pubblico confronto lunedì 24 novembre a Roma il numero monografico della rivista, attualmente in edicola, dedicato proprio ai problemi della riforma della giustizia.
Mentre il dottor Gratteri ha dato immediatamente la sua disponibilità, il ministro Orlando, dopo alcuni rinvii della risposta da parte dei suoi più stretti collaboratori, ci ha fatto sapere ieri che declina l’invito. Ovviamente perché impossibilitato a inserire l’incontro in agenda dati gli impegni pregressi ecc.
Poiché riteniamo dovere elementare di ogni Homo sapiens esercitare la ragione e dunque le facoltà della critica “sine ira et studio”, avanziamo l’ipotesi che in realtà il ministro abbia preferito evitare il confronto col dottor Gratteri, tanto più se organizzato da quei giustizialisti di MicroMega, poiché le proposte di riforma che il magistrato anti ‘ndrangheta (la mafia oggi più potente e pericolosa, come confermato dagli arresti di ieri a Milano) ha avanzato sulla rivista, e che si appresta ad avanzare in forma più ampia e articolata nell’ambito delle proposte collettive della commissione da lui presieduta, costituiscono per il ministro Orlando una fonte notevolissima di imbarazzo.
La “commissione Gratteri”, infatti (di cui è membro autorevolissimo anche Piercamillo Davigo, anch’egli presente con un saggio sul numero monografico della rivista), è stata istituita per volontà diretta del premier Matteo Renzi sulla base delle idee di riforma che il dottor Gratteri gli aveva illustrato quando Renzi aveva insistito perché accettasse il ministero della Giustizia (la nomina poi non ci fu per il rifiuto di Napolitano di firmarla, come è noto), mentre le misure sulla giustizia che il ministro Orlando sta via via portando in parlamento si muovono in modo stridente e spesso opposto a quelle idee. Di qui l’imbarazzo.
Invitiamo perciò nuovamente e questa volta pubblicamente il ministro on. Andrea Orlando a fare un nuovo sforzo, che siamo certi possa essere coronato da successo, per trovare quel paio d’ore la sera di lunedì prossimo da dedicare a un confronto che aiuterebbe gli italiani a capire le vere intenzioni del governo sul tema che da oltre vent’anni costituisce la pietra d’inciampo di ogni politica autenticamente riformatrice.
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(19 novembre 2014)
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