Il patto necessario tra grillini e centrosinistra

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Il successo della Woodstock di Cesena è indiscutibile. Tra i vari popoli delusi dalla politica i grillini si pongono come la porzione volontariamente più esposta nel rifiuto dei partiti. Questo atteggiamento nella situazione attuale tende a trovare sempre nuove motivazioni. E potrebbe attrarre perfino una parte degli elettori del Pd esterrefatti nel constatare l’incapacità del proprio partito a esprimere il massimo dell’unità nel momento in cui il dominio indiscusso di Berlusconi nel PdL è stato incrinato.

Per i grillini non solo è importante ma è costitutiva della loro arte comunicativa la parola d’ordine “non siamo né di destra né di sinistra”. E potrebbero, se volessero, esibire l’approvazione di illustri protagonisti della politica come Cacciari.
L’agilità dei grillini nello spaziare in lungo e in largo nel web può suggerire loro sensazioni di potenza estrema. Il concetto espresso sempre più spesso da Grillo (gli altri sono tutti morti viventi e saranno sommersi dalla marea montante nel web) ha la funzione di irrobustire l’entusiasmo per un futuro luminoso. Ma è difficile che i grillini possano davvero credere alla suggestione di una crescita illimitata fino a diventare maggioranza.
Sfiorati dal dubbio realistico che ciò sia possibile i grillini potrebbero cominciare a chiedersi insieme a quali altri cittadini operare e progredire. La via per scegliere è partire dal proprio programma e controllare in giro le possibili affinità, le inevitabili contrapposizioni.

Ora, è abbastanza evidente che il loro programma fortemente ancorato a criteri ecologici, dalla salvaguardia dei beni comuni alla sobrietà nei consumi, ha sicure affinità col sentimento diffuso nel popolo (nei popoli) di centrosinistra. Ed è parecchio distante sia dalla fascinazione della ricchezza esibita nel PdL sia dalla retorica secessionista della Lega.
I partiti saranno anche tutti uguali. Non è per niente vero ma facciamo finta di crederlo per un momento. Ma le aspirazioni dei cittadini non sono tutte uguali. Respingere le affinità è rifiuto autolesionistico.

Quando si andrà votare i grillini di certo porteranno al voto persone che vi avevano già rinunciato. Recuperare l’astensionismo è cosa ottima. Ma poi bisogna chiedersi che fine faranno i molti voti recuperati. Con questa legge elettorale rischiano quasi tutti di finire al macero e i pochi eletti sopravvissuti alla mattanza non potranno che fare testimonianza.
I grillini continuino pure a dire che i partiti sono tutti uguali ma al momento del voto trovino il modo di stringere un patto con gli elettori di centrosinistra, i cittadini con cui condividono molte delle loro aspirazioni.

Pancho Pardi

(1 ottobre 2010)

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