“Il terrorismo non ha a che fare con la religione”. Falso!
Alexander Grau
, da Cicero
“Terrorism has NO religion”, così si cinguettava poco dopo gli attentati di Parigi sui social network. “Il terrorismo non ha religione”, così hanno anche formalmente dichiarato le numerose associazioni musulmane dopo il 13 novembre. Un’espressione che aveva già usato il primo ministro pachistano Nawaz Sharif dopo un attentato suicida islamista che uccise 80 cristiani nel 2013.
Un’immagine idealizzata della religione
L’idea che la religione non abbia niente a che fare con il terrorismo, o addirittura che terrorismo e religione si escludano a vicenda, si basa su un’immagine sentimentale e idealizzata della religione stessa. Religione infatti non implica pacificità, mansuetudine e mitezza. Religione non significa fiaccolate, preghiere per la pace e tenersi per mano. Le religioni annunciano la verità, la sola, unica e completa verità. Le religioni sono quindi per loro natura intolleranti. Devono esserlo, il contrario contraddirebbe la loro logica.
Le religioni non hanno a che fare con supposizioni, con prospettive pluralistiche o possibili opinioni sul mondo. Perlomeno le religioni monoteistiche sono assolute. Chi si considera in possesso della verità assoluta e rivelata direttamente da Dio, non conosce compromessi e mezze misure. E poiché Dio è non solo la verità ma anche il bene, la redenzione e la promessa, tutti coloro che non credono in Dio sono diaboliche testimonianze del male per eccellenza, di un principio antidivino.
La religione, se prende se stessa sul serio, non può tollerare affianco a sé nessun altra religione, nessun’altra visione del mondo, perché non si possono avere due verità. Tutto il resto sarebbe relativismo. Occorre pertanto aiutare l’unica verità a ottenere il dominio ed eliminare il male. O, per usare le parole del grande mistico e cistercense Bernard von Clairvaux, “per estirparlo o convertirlo per sempre”.
Anche se la cosa può suonare sconcertante per la coscienza religiosa postmoderna dell’Europa occidentale, i terroristi hanno capito della religione molto più di alcuni premurosi funzionari ecclesiastici della vecchia Europa. La religione – la religione profonda, arcaica – è la religione del salmo 109, la religione di Abramo e Isacco, la religione di Paolo e, sì, anche la religione di Gesù di Nazareth, che ugualmente voleva portare la spada (Mt 10,34), sebbene fra i suoi stessi seguaci. Una tale religione – guerriera, inflessibile, scomoda – non è interessata alla molle umanità, ma solo a Dio, soltanto a lui.
Originariamente inflessibile
Quel che si intende per religione in Europa e in particolare in Germania è la religione dopo l’illuminismo, la religione della modernità, addomesticata e civilizzata dall’esterno, domata e razionalizzata dalla critica scientifica, storica e psicologica della religione. Una religione che sa della propria relatività, una religione che ha capito (o dovrebbe aver capito) che i suoi concetti fondamentali e i suoi riti sono simboli con l’aiuto dei quali gli uomini costruiscono senso.
Questa religiosità culturale disinnescata con la religione nel suo significato originario ha molto poco a che fare. La religiosità originaria è inflessibile, e non può non esserlo. La religione liberale e del dialogo che viene praticata alle nostre latitudini è una religione superata – anche se naturalmente i rappresentanti della Chiesa non lo ammettono volentieri. E che sia stata superata non è stata una sua propria conquista, ma il risultato dell’illuminismo.
Se l’intolleranza religiosa sia nata con l’invenzione del monoteismo, come talvolta viene sostenuto, è questione aperta. Quel che è certo è che per primo il monoteismo ha potuto avanzare una pretesa di una verità radicale e assoluta, sminuendo gli altri dei a idoli. Inoltre, i politeismi hanno una concezione ciclica, mentre i monoteismi sono strettamente legati a visioni teleologiche della storia e a rappresentazioni apocalittiche della fine dei tempi. Un invito diretto a fantasie di annientamento finale.
Il terrorismo non ha religione? Falso! Il terrorismo ha religione, eccome. Che nel mondo occidentale molti pensino effettivamente che la vera religione non abbia a che fare con il terrorismo mostra solo quanto profondamente ci siamo allontanati dalla religione. Non finiremo mai di ringraziare che ciò sia avvenuto. Tuttavia questa “distanza illuminata” dalla religione rende ciechi di fronte all’enorme potenziale distruttivo insito nelle religioni. La tolleranza non è un’idea religiosa, al contrario: è stata conquistata combattendo contro le religioni.
(traduzione di Cinzia Sciuto)
(19 dicembre 2015)
ESPOSITO Monoteismi e violenza: un binomio indissolubile?
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