Il Viceconte Max
Carlo Cornaglia
Quanta strada il Viceconte
diventato Rodomonte!
Partì giovane pioniere
nelle comuniste schiere.
Fece vita di sezione,
sognò la rivoluzione
che ha ovviamente poi tradito,
salì in alto nel partito
litigando a giorni alterni.
Passò a Mosca freddi inverni.
Con il baffo come artiglio
presidente del Consiglio
dopo Prodi diventò
e la Serbia bombardò.
Inciuciò col Cavaliere
ridonandogli il potere
ormai perso dall’umét
e inneggiò alla Mediaset.
Scalò la Bi Enne Elle.
Ebbe non tre caravelle,
ma due splendidi velieri,
comperati, sembra ieri,
con un leasing da Fiorani.
Ebbe soci compaesani
illibati, ma non troppo.
Arrivò a un tiro di schioppo
dal seder sull’alto Colle.
Si invaghì, ed in modo folle,
di se stesso, quel D’Alema
che fu sempre un gran problema
per la gente progressista.
L’han chiamato comunista,
ma Baffino non lo è stato,
Carlo Marx non ha studiato.
Ora è proprio giunto al tetto:
Nobiluom di Benedetto
nominato da Bertone,
ma con una delusione:
aspirava il mastodonte
alla nomina di Conte
e l’han fatto solo vice.
Ma le insegne pontificie
può mostrare sul risvolto
e a D’Alema piace molto.
Nel suo ruolo benedetto
giorni fa D’Alema ha detto:
“Son le nozze fra due gay,
non fra un lui ed una lei,
contro la Costituzione
per mancata procreazione”,
palla e obrobrio colossale.
Che succede al Max geniale?
Sembra sia incazzato nero
poiché è in vendita il veliero.
Par che Linda, moglie parca,
gli abbia detto: “O villa o barca!”
Baffo ha scelto un nuovo ruolo,
non più skipper, vignaiuolo:
l’uomo di Sua Santità
il Vin Santo produrrà!
(21 settembre 2011)
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