Impunità illegittima e incostituzionale

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Mentre scrivo siamo nell’intervallo tra la prima e la seconda votazione sui due articoli del decreto sul cosiddetto legittimo impedimento, inventato per tenere Berlusconi lontano dai processi. In particolare dal processo Mills in cui è già stato provato che Mills si è fatto corrompere da Berlusconi; il fatto che la Cassazione abbia dichiarato il suo reato prescritto (a causa della sua lunga durata artificiosa) significa che il reato ci fu.

E’ un voto di fiducia. Significa che così si cancellano in un colpo solo i circa 1.700 emendamenti proposti dall’opposizione. Significa che non si potrà discutere modifiche della legge: prendere o lasciare.
Dopo i voti sugli articoli ci saranno le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari e verso le 20 circa ci sarà il voto definitivo sul decreto. Esito scontato: nel primo voto 168 sì del centrodestra hanno battuto i 132 no del centrosinistra.

Il decreto è incostituzionale per più motivi. Interviene su materia di rango costituzionale con legge ordinaria. Attribuisce al presidente del consiglio la prerogativa assoluta di sfuggire ai suoi processi e per farlo la allarga ai ministri. La severità è riservata ai sottosegretari esclusi dal beneficio. Il decreto sottrae al giudice naturale la sua potestà sulla materia, impedisce atti istruttori eventualmente necessari e così priva le eventuali parti lese della possibilità di ricevere giustizia.

Il decreto confessa la sua incostituzionalità nel passo in cui ammette che la durata della sua efficacia è limitata a diciotto mesi, termine entro cui il beneficio sarà formalizzato in una ancora imprecisata legge costituzionale. Si può immaginare che potrebbe essere il Lodo Alfano trasformato in legge di rango costituzionale. Ma non è detto. La legge potrebbe essere un’altra e non c’è alcuna garanzia che possa esserci. Per evitare il referendum dovrebbe godere della maggioranza dei due terzi, ma questa è tutt’altro che sicura. E non è detto che il centrodestra voglia correre il rischio di un referendum. La sua funzione certa è di allungare di un anno e mezzo la facoltà di Berlusconi di sfuggire ai suoi processi e di aumentare le possibilità di prescrizione dei reati.

Stasera il provvedimento sarà legge e allungherà la lista delle leggi gravate da ricorsi presso la Corte Costituzionale. Non mancano motivi per prevedere che potrà essere dichiarata incostituzionale. Ma anche cassata dalla Corte la legge avrà comunque prodotto il voluto obbiettivo d’ingiustizia: tenere Berlusconi lontano dai tribunali.
Sabato 13 dovrà essere non solo la protesta contro la prassi incostituzionale di governo e maggioranza. Dovrà costruire una mobilitazione efficace contro le conseguenze future.

Pancho Pardi

(10 marzo 2010)

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