Inchiostro di piombo per Saviano

Sonia Alfano

, da soniaalfano.it

Prima, durante il processo Spartacus, i boss Iovine e Bidognetti fanno leggere al loro avvocato, arrestato qualche mese prima, un proclama contro Roberto Saviano dal vago retrogusto di minaccia. Poi, nell’ottobre del 2008, il pentito Carmine Schiavone racconta che entro Natale la camorra avrebbe ammazzato l’autore di Gomorra assieme alla sua scorta, con una bomba sull’autostrada Roma-Napoli. Era già pronto anche il detonatore.

Oggi, dopo la camorra, arriva Il Giornale dell’indiscutibilmente brillante duo Sallusti-Feltri. Sulla prima pagina del quotidiano di Paolo Berlusconi, infatti, quest’oggi viene lanciata la raccolta firme dal titolo esplicito: “Una firma contro Saviano”. Se ci lasciassimo travolgere dall’indignazione avremmo fatto il gioco dei due gemelli del Giornale. Bisogna invece analizzare con calma questa mossa per niente sprovveduta e chissà da quanto pronta per essere sparata alla prima occasione favorevole. Saviano lo hanno sempre odiato e detestato, ma era troppo politicamente scorretto attaccare una vittima designata della camorra. Ora, invece, hanno gettato la maschera, costruendo in maniera artificiosa un movente: Saviano ha portato in tv una verità scomoda ovvero quella della mafia al nord, con la sponda politica della Lega.

La stessa Lega che si trova al Governo con un Presidente del Consiglio a cui per anni ha dato del mafioso. Eppure Saviano ha raccontato solo i fatti, confermati oggi dalla relazione della Direzione investigativa antimafia: la ‘ndrangheta condiziona la vita sociale, economica e politica del Nord Italia e soprattutto della Lombardia, stringendo legami con le aziende e infiltrandosi negli appalti pubblici. Se lo dice la Dia va bene, se lo dice Saviano va abbattuto. Ed è su questo passaggio che voglio soffermarmi.

Cattivi maestri. Usano la carta e la penna, incitano, non sono sprovveduti. Questa iniziativa non ha come fine quello di colpire Saviano direttamente, ma farlo detestare, farlo stare sulle “scatole” anche agli indifferenti, lasciarlo, pian piano, da solo. Il lavoro sporco lo faranno altri. Questa iniziativa non la reputo affatto meno grave delle minacce esplicite della camorra; investire Roberto Saviano con un carico di violenza fatto di firme vergate con un odio, senza vergogna e senza il minimo rispetto per la sua storia personale, è un chiaro messaggio: non tutta la gente per bene sta con Saviano. E se sei contro Saviano certamente non sei per forza un camorrista. Ma puoi essere un lettore del Giornale, uno che vota centrodestra, che paga regolarmente le tasse e che non ha un’amante. Nemmeno maggiorenne. Quindi passa il concetto che puoi essere contro Saviano e contro la camorra, e che se la camorra ammazza Saviano tu rimani contro di lei e contro il defunto scrittore.

Cattivi maestri, Feltri e Sallusti, che per ragion di Governo non esitano a sparare moralmente contro un’icona, contro un ragazzo che “ha solo scritto un libro”, vero, ma che ha risvegliato la coscienza dei giovani non solo italiani, ma di tutto il mondo, che da un po’ ormai divorano le sue parole, e ora i suoi monologhi in tv. Io, pur pensando quasi tutto il male del mondo nei confronti del duo del Giornale, non riuscirei a fare loro quello che stanno facendo a Roberto. La loro petizione è la bomba, la camorra sarà solo il detonatore.

Cattivi maestri, sicuramente inconsapevoli migliori alleati della camorra: entrambi odiano Saviano, entrambi lo vorrebbero lontano dalla tv, entrambi lo vorrebbero zitto; che gli uni vorrebbero usare la censura e gli altri il piombo è questione poco rilevante. E’ il sentimento anti-Saviano che è devastante.

Il nostro compito, della politica per bene, della società civile per bene e dei lettori per bene è quello di alzare la guardia, di aprire gli occhi, perchè la petizione del giornale del premier contro Saviano non è indegna, non è squallida: è semplicemente fatale.

(19 novembre 2010)

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