Intercettazioni, pronti al ricorso alla Corte europea contro la legge berlusconissima
"Secondo lei approveranno sul serio la legge bavaglio sulle intercettazioni?", questa domanda, con tono ricco di disperazione e di indignazione civile, l’ha posta una signora ai promotori della bella manifestazione di Piazza Navona contro la legge madre di ogni bavaglio. Ci permettiamo di risponderle anche da questo blog:
Sì, signora, lo faranno perché questa è davvero la legge berlusconissima, così come la legge sulla e contro la stampa libera fu definita, durante il ventennio, la legge fascistissima.
Si tratta di una legge berlusconissima perché si tratta della indispensabile premessa per arrivare ad una repubblica presidenziale, a reti unificate e di stampo squisitamente autoritario e plebiscitario.
L’esaltazione del potere del sovrano ha bisogna della preventiva compressione del ruolo e della funzione dei poteri di controllo a cominciare dalla magistratura e da quel poco che ancora resta del diritto di cronaca.
Per queste ragioni sarà il caso di predisporre da subito tutte le iniziative possibile di contrasto e di disattivazione della norma ingiusta.
L’associazione Articolo21, in piena intesa tra gli altri con la Fnsi, con l’Usigrai, con Libera, con i cronisti, con il popolo viola, con il comitato per la libertà di informazione, ha già chiesto al professor Roberto Mastroianni, della università Federico II di Napoli, di predisporre l’esposto da presentare alla corte europea di Strasburgo per chiedere l’immediata disattivazione della norma in questione. Del resto la medesima corte, in ben altre 4 occasioni, ha affermato in modo solenne e inequivocabile che qualsiasi notizia rivesta il requisito della rilevanza pubblica debba essere sempre e comunque pubblicata dal cronista, perché, in questi casi, prevale il diritto della pubblica opinione ad essere ampiamente e correttamente informata. E tale obbligo è ancora più stringente se si tratta delle malefatte dei potenti. Esattamente il contrario di quanto prevede la legge berlusconissima.
Un secondo dopo l’approvazione della norma presentiamo tutti insieme l’esposto, raccogliamo un milione di firme sulla rete, nelle piazze, ovunque sarà possibile.
Subito dopo chiediamo ai principali costituzionalisti, e a tutti gli avvocati che hanno davvero a cuore la Costituzione di animare un grande collegio di difesa, di difendere chiunque sarà colpito dalla multa o dal carcere, di promuovere immediatamente il ricorso alla Corte Costituzionale; la stessa richiesta andrà rivolta a tutti i guardiani delle istituzioni, a cominciare dalla Presidenza della Repubblica.
Dal momento che esposti e ricorsi avranno comunque tempi lunghi, nel frattempo, come ha scritto il presidente di Articolo21 Federico Orlando, i cronisti, con o senza tesserino professionale, non potranno che continuare a dare tutte le notizie, come per altro prevede la medesima legge che regola la professione del giornalista.
Il censore ancora non lo sa, ma lo faremo pentire di aver pensato e fatto approvare una norma che non punisce solo i giornalisti, ma punta ad oscurare la pubblica opinione.
Stia tranquillo signor censore, troveremo i modi e i tempi più opportuni per portare la luce dove voi vorreste imporre l’oscurità e l’oscurantismo.
Giuseppe Giulietti
(28 aprile 2010)
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