Istruzioni per l’uso
Carlo Cornaglia
Non è per svalutare la vittoria
che ha reso lieti il più degli italiani,
ma Bersani veder che se ne gloria
non deve far scordar gli error marchiani.
Oggidì non saremmo ai ballottaggi
se le primarie a Cagliari e a Milan
avessero coinvolto solo i saggi
del suo Pd ma non i vendolian.
A Napoli si è visto come è andata:
la scelta a candidato di un prefetto,
dopo quella primaria malandata,
di arrivar solo terzi ebbe l’effetto
ed ora in un miracolo si spera
per strappar la città alla camorra.
A Bologna e a Torin, vittoria vera,
ma a chi i nom degli alleati scorra,
compariran la Sel e l’Idv,
ma, per fortuna, non quel Terzo polo,
che tanto piace a Baffo e a quelli lì
e che ha scelto di correre da solo.
“Gioiamo tutti insieme, segretario,
a patto di imparare la lezione:
chi fa vincere, e in modo straordinario,
non son le gerarchie, ma le persone,
non le fisse di Massimo D’Alema
né le vaticanate di Fioroni.
Quelle per il Pd sono il problema
che lo fa stare fra le opposizioni.
Si faccian le primarie con gli affini
e si candidì chi le vincerà:
sia che sia del Pd che dei vicini,
se non sempre, assai spesso trionferà!”
(20 maggio 2011)
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