La corte dei miracoli

Carlo Cornaglia

La corte che lo attornia è alla rovina,
finita è l’era delle vele al vento,
è ormai piena di scogli la marina
e il timoniere è senza orientamento.

Ben due ministri son pregiudicati,
cinque sono imputati od inquisiti
e fra i suoi senatori e deputati
molti sono dai giudici inseguiti.

Condannato in appello De Gennaro,
il suo coordinatore dei Servizi,
è Don Gelmini, della Fede il faro,
un imputato per sessuali vizi.

Uno dei tre coordinator, Verdini,
è indagato dal Polo all’Equatore
e il pappon di fiducia Tarantini
è sotto accusa come spacciatore.

Dall’Agicom l’amico commissario
per l’affar d’Annozero si è dimesso
e il Berluschino ha un guaio giudiziario
per il nastro che ha Piero fatto fesso

per la banca acquistata da Consorte.
Per non parlare poi del triste caso
che la reputazion portò alla morte
del Protettor Civile Bertolaso.

Per colpa di un benefattore ignoto
si è dimesso Scajola Sciaboletta,
Lunardi è un indagato, come è noto
ed ha qualche problema Gianni Letta.

Il nostro Cavalier non è più Mida,
viva è l’attesa che il potere perda
e grazie alla sua man chi a lui si affida
non si trasforma in oro, bensì in merda.

(29 giugno 2010)

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