La destra sovversiva che disprezza la legalità

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Silvio Berlusconi è indignato, ma come si fa a sospettare che lui, proprio lui, potesse non diciamo sapere, ma anche solo sospettare che qualcuno volesse pagare i giudici per aggiustare la sentenza sulla vicenda Mondadori. Se solo avesse intuito qualcosa, probabilmente avrebbe chiesto al fido stalliere Mangano di correre al più vicino posto di polizia per stroncare l’illecito, così come si addice agli uomini d’onore.

Noi, invece, gli crediamo a tal punto di voler promuovere una raccolta di firme per chiedere ai giudici e agli avvocati di valutare la possibilità di uno sconto tariffario, abbassando la sanzione prevista da 750 milioni di euro a 0,75 centesimi di euro. In cambio i giudici potrebbero chiedere a tutti i tg del polo Raiset di di far conoscere ai cittadini italiani le motivazioni che hanno portato alla clamorosa sentenza.

Così finalmente milioni di donne e di uomini, per la prima volta, sapranno quali metodi furono utilizzati per consentire a Berlusconi di realizzare il suo impero mediatico.

Altro che sentenza politica! Siamo in presenza di una squallida vicenda di corruzione, di mazzette, di disprezzo della legalità.

Contro questa sentenza e contro le prossime decisoni che la Corte Costituzionale si appresta a compiere in materia di dolo Alfano, si è scatenata la destra più forcaiola arrivando a minacciare una nuova marcia su Roma contro la legalità repubblicana.

Antonio Gramsci avvrebbe indicato quanto sta accadendo come un esempio classico di sovversivismo delle classi dirigenti.

Guai ad abbassare la guardia, queste sono davvero ore nelle quali, come si usava dire un tempo, bisognerà esercitare la più determinata vigilanza democratica .

(6 ottobre 2009)

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