La disumana città di cartone dei braccianti africani (VIDEO)
Un intero paese di 600 – 700 abitanti, costruito con materiali di scarto, all’interno di una fabbrica abbandonata. E’ l’immagine inquietante con cui si chiude "La citta’ di cartone", video girato in presa diretta da Gianluigi Lopes per testimoniare la terribile situazione in cui sono costretti a vivere gli immigrati che ogni anno si riversano nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria, per lavorare come braccianti nella raccolta degli agrumi. L’opera ha ottenuto una menzione speciale nella V edizione del Premo "L’anello debole – Radio, tv, cinema contro l’esclusione sociale", nella sezione "TV".
La telecamera di Gianluigi Lopes entra nella fabbrica dismessa de "La Rognetta", a Rosarno in provincia di Reggio Calabria. Ci vivono piu’ di 200 immigrati irregolari, soprattutto africani, in condizioni disumane: senza riscaldamento, elettricita’, acqua corrente, servizi igenici. Lo standard delle Nazioni Unite per un campo di sfollati e’ una latrina ogni venti persone. A "La Rognetta" c’e’ un solo bagno. Il regista si sposta poi all’ "Ex cartiera", fabbrica abbandonata nel territorio di San Ferdinando, sempre in provincia di Reggio Calabria. E’ qui che gli immigrati hanno costruito una "citta’" improvvisata di cartone e lamiera per dare un ricovero a piu’ di 600 persone. Quasi tutti lavorano in nero per salari da fame. Quasi tutti devono subire una condizione di semi schiavitu’ ad opera da mafia e caporalato.
Fonte: agenzia Dire
(8 gennaio 2010)
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