La Guardia di Quietanza

Carlo Cornaglia



Partì guardia di finanza,
agì con perseveranza
e alla Camera è arrivato,
nientemen che deputato,

di Tremonti consigliere.
Bravo il nostro finanziere!
Grazie a incontri straordinari,
giunse rapido agli altari

di chi non bada alle spese.
Questo è Marco Milanese.
In politica il cammino
gli mostrò quel Cosentino

che è sfuggito ad una cella.
Nella vita una pulzella
condivide le sue voglie
e per lei lasciò la moglie.

Ad un trafficon non nuoce
stare con la portavoce
del ministro dei baiocchi:
non fan vita da pitocchi.

Aston Martin, Porsche, Ferrari,
capodanni leggendari
a New York con la Ferilli,
costosissimi gingilli

fatti di brillanti e d’oro,
yacht che valgono un tesoro,
orologi di gran pregio,
di dimore un florilegio,

Courmayeur, Milano, Cannes
che, ahimé, passano di man
col divorzio dalla moglie
che ogni mese a Marco toglie,

poiché con Manuela fila,
euro ben tredicimila.
Paga per Giulio l’affitto,
spende per alloggio, vitto

e cambiali per la barca
e le macchine di marca.
D’euro trentamila al mese
è il ménage di Milanese,

scapocchion di cinquant’anni,
il qual vive senza affanni
poiché c’è qualcun che paga.
Il pm che lo indaga

dice che fa il corruttore,
di segreti il venditore,
incassando le tangenti
vende nomine negli enti,

senza che Tremonti veda:
Sogin, Sace, Ansaldo, Breda.
E poi ci si lamentava
se Speciale trasportava

fresche spigole a quintali
per le mogli ed i sodali
dagli alpin, forti appetiti
sulle belle Dolomiti…

La morale? E’ questa qua:
“C’è chi ruba giù in città,
c’è che ruba su in montagna,
la Finanza è un magna magna!”

(26 luglio 2011)

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