La manovra con il buco
Carlo Cornaglia
La manovra? Cambia ancora.
Del premier nella dimora,
nel salon del bunga bunga,
la seduta è stata lunga,
questa volta senza donne,
ma con ben otto colonne
di un’Italia a scatafascio.
C’è Gasparri, il noto fascio.
C’è il Berlusca da calmare
senza tette da palpare.
C’è Tremonti, un fiscalista
Diventato, da statista,
la rovina del paese.
C’è Cicchitto, un vecchio arnese
col grembiule e col compasso.
C’è quel grande satanasso
del ministro Calderoli
qui presente con due ruoli:
chi le leggi via ramazza,
chi con brache alla scagazza
sta tornando dalla spiaggia.
C’è anche chi la guerra ingaggia
con la buona educazione,
Bossi Umberto che qui espone,
oltre al rituale dito,
il suo gomito ferito.
Fra i miglior di tutto il globo
non può certo mancar Bobo,
dubbio erede del padano.
Ed infin Angelo Alfano,
il miglior dei servitori
che di casa fa gli onori.
Otto ore chiusi lì
ed il frutto eccolo qui:
via la solidarietà,
i suoi soldi salverà
una volta in più il riccone,
ma stia attento all’elusione,
il suo yacht verrà tassato
come avvenne nel passato…
Le province spariranno
e i politici saranno
un bel giorno la metà.
Quando? Proprio non si sa,
è una cosa lunga assai,
si potrebbe dire mai…
Resteran tutti i comuni
dagli accorpamenti immuni
e con qualche taglio in meno.
“Stappo lo Champagne sereno,
senza il cuore sanguinante,
ma la cosa più importante
è che siam, tutti coesi,
ad un filo ancora appesi!”,
si felicita il premier
che non ha capito che
mancan crescita e miliardi.
Della Ue i vecchi boiardi
lo diran con una nota.
Può salvarci solo il Trota!
(31 agosto 2011)
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