La “Mitrokhin” del Sultano contro Rcs
Se avete voglia provate a seguirmi sino all’ultima riga, così potrete scoprire il colpevole della vicenda che stiamo per raccontarvi e che potrebbe sembrare una fantacronaca.
In queste ore, nella sede della commissione cultura della Camera dei deputati, è iniziata la discussione su una proposta di legge che recita così: "Istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla vendita del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera e sulle vicende a questa relative accaduta negli anni dal 1981 al 1984".
Il titolo è promettente, nella relazione di accompagnamento si leggono frasi assai interessanti del tipo: "…alla luce di quanto esposto (una serie di messaggi contro il banchiere Bazoli, contro la procura di Milano, insomma contro quanti hanno messo il bastone tra le ruote alla famiglia del sultano e alle volontà del sultano medesimo, nota nostra ovviamente), si ritiene opportuno presentare una proposta di legge diretta ad istituire una commissione parlamentare di inchiesta che faccia luce sulla vicenda giudiziaria, politica, economica che portò alla vendita del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera, vicenda che determinò nuovi assetti ed equilibri di potere che ancora oggi influenzano la vita politica, culturale, finanziaria del nostro paese…". Non abbiamo aggiunto una sola parola, si tratta solo e soltanto di farina del loro sacco, o cappuccio, ciascuno scelga il termine che preferisce.
Prima firmataria la deputata Bergamini, già collaboratrice del presidente Berlusconi, già dirigente Rai, già costretta alle dimissioni dal servizio pubblico perché accusata di "aver passato notizie aziendali alla concorrenza". Naturalmente si trattava delle aziende di proprietà del Presidente del consiglio, un tempo concorrente della Rai, prima della fusione che ha dato vita al mostro RaiSet.
Non si tratta dunque di una iniziativa estemporanea di un parlamentare in cerca di una facile pubblicità, ma di una sorta di messaggio mirato e meditato, finalizzato non alla ricostruzione di quella stagione, ma ad esercitare una pressione sugli avvenimenti in corso.
Per altro nella medesima proposta si dice in modo esplicito che tra le finalità della commissione di inchiesta ci sarebbe anche quella di: "di fare chiarezza sulla correttezza del passaggio di proprietà del gruppo dalla Rizzoli prima alla Centrale e poi alla cordata Gemina, Meta, Mittel, Arvedi..", più chiaro di così…
Si tratta dunque di una commissione di inchiesta da utilizzare nella lotta tra banche e per condizionare ulteriormente un gruppo editoriale che, nonostante tutto, è ancora vissuto come un gruppo ostile da parte del sultano e della sua corte.
In ogni caso, ben venga qualsiasi tentativo di fare luce laddove prevale il buio, magari si riuscisse a mettere il naso nelle carte di quella stagione, possibilmente in tutte le carte anche quelle relative al decreto Berlusconi che Craxi volle a tutti i costi, comprese quelle relative all’esproprio della Mondadori, e alla truffa riuscita contro Carlo De Benedetti.
Per questa ragione non avremmo esitazione alcuna se la proposta venisse completata in questa modo: "La commissione inoltre farà luce sul ruolo e sulla funzione della loggia P2 nella definizione degli assetti editoriali del passato e del presente, con particolare riferimento agli iscritti alla loggia ancora in attività sia in politica sia nel settore mediatico".
Siamo sicuri che la deputata Bergamini e gli altri, non molti per la verità, che hanno condiviso la proposta di legge vorranno accogliere questa modestissima integrazione.
O no?
Ps: Un ringraziamento all’onorevole Levi del Pd che è stato il primo a segnalare la singolare proposta e a smontarla in commissione con un intervento di rara documentazione e precisione che potrete trovare sul sito della Camera dei deputati, commissione VII, seduta di giovedì mattina 27 maggio.
Giuseppe Giulietti
(27 maggio 2010)
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