La politica è ascolto
Amelia Frascaroli
Il , candidata alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Bologna
Prima gli scontri a Roma, poi il ministro della Difesa Ignazio La Russa che dà del “vigliacco” a uno studente, poi il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri che parla di “potenziali assassini nei cortei” e di “arresti preventivi”, invitando le famiglie a tenere “i figli a casa”, lontani dalle manifestazioni. E, ciò nonostante, il ddl Gelmini va avanti. Ma dove sono finti l’ascolto come metodo di governo, la città educante, la partecipazione responsabile? Sì, anche quella. Perché quando la piazza diventa violenta la colpa sarà pure di qualcuno.
Il conflitto che da anni si è aperto in questo Paese – e purtroppo anche a Bologna – ha portato la gente a reagire e a prendere parte in prima persona alla difficile sfida di dare un nuovo volto al luogo dove vive. A volte l’ha fatto in maniera civile – come ci insegnano il popolo dei passeggini, il mondo dei genitori, dei ricercatori e degli insegnanti, gli studenti stessi, i comitati di quartiere, le associazioni, le parrocchie e gli scout -, a volte in modo aggressivo.
Ma se incendiare un’auto o rompere una vetrina sono atteggiamenti assolutamente ingiustificabili, non è da giustificare nemmeno la sordità della politica. E’ sempre più necessario, quindi, ripartire da un discorso pedagogico, cioè da una città che insegna. Forse, così, il Paese imparerà.
(27 dicembre 2010)
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