La Polonia di Kaczyński verso lo Stato di polizia

Umberto Eco

Sul , in edicola da giovedì 10 marzo, un’intera sezione esamina il rischio autoritario corso attualmente dalla Polonia. Le elezioni di ottobre 2015 hanno infatti portato al governo del paese il partito populista di destra Diritto e Giustizia (PiS), guidato da Jarosław Kaczyński.

Irena Grudzińska Gross, docente presso il dipartimento di slavistica dell’università di Princeton, spiega perché il cambio di regime polacco dovrebbe essere fronte di preoccupazione per l’Unione Europea. La svolta illiberale impressa dal PiS, che in questi primi mesi di governo ha attaccato duramente il principio della divisione dei poteri, l’indipendenza della magistratura, il pluralismo del sistema mediatico e l’apoliticità della pubblica amministrazione, sta trasformando la Polonia in un paese autoritario, nazionalista e intriso di ideologia fondamentalista religiosa.

Un’analisi, quella della professoressa Grudzińska, condivisa da Sławomir Sierakowski, intellettuale polacco fondatore della rivista Critica Politica e leader del movimento politico europeista e democratico omonimo. In una lunga intervista, Sierakowski sottolinea tuttavia che, a fronte del crescente rischio autoritario, la società civile polacca sta reagendo, citando come prova di ciò le grandi manifestazioni di massa contro il governo degli ultimi mesi. “Noi abbiamo l’esperienza dei dissidenti e di Solidarność a cui attingere, e si tratta di una fortissima tradizione di resistenza collettiva”, spiega.

Ed è proprio uno dei “padri” storici del dissenso polacco, Karol Modzelewski, a firmare l’intervento conclusivo della sezione. Fra i maggiori intellettuali del paese, più volte imprigionato dal regime comunista e fondatore insieme ad altri di Solidarność, Modzelewski spiega come, dopo la caduta del comunismo, in Polonia si sia affermata la libertà ma contro i princìpi di uguaglianza, fraternità e coesione sociale. È per questo che il partito di Kaczyński ha potuto trovare terreno fertile per imporre la sua visione antidemocratica e il suo “risanamento” del paese attraverso un regime poliziesco, forte anche del sostegno di una Chiesa cattolica particolarmente tradizionalista e conservatrice.

Nello stesso volume, saggi e articoli di: Dacia Maraini, Lucia Annunziata, Élisabeth Badinter, Necla Kelek, Alice Schwarzer, Giovanni di Lorenzo, Josep Ramoneda, Roberto Esposito, Fernando Savater, Jean-Patrick Clech, Roberto Toscano, Pierfranco Pellizzetti, Gloria Origgi, Alessandra Cucchi, Martina Pasini, Gianni Barbacetto, Antonio Monti, Jacopo Iacoboni, Roberto Scarpinato e il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

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IL SOMMARIO DEL NUMERO

(14 marzo 2016)



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