La sanità di Romney
Paul Krugman
Nel primo dibattito televisivo Romney ha semplicemente mentito sui suoi progetti politici. Quanti americani sarebbero lasciati privi di copertura sanitaria in base al suo piano? Secondo il candidato repubblicano nessuno. Invece sarebbero svariati milioni. Ecco perchè.
, da Affari & Finanza di Repubblica, 15 ottobre 2012
«Numero uno – ha dichiarato Mitt Romney nel dibattito di mercoledì scorso – le persone con malattie preesistenti sono coperte dal mio piano sanitario». No, non lo sono, come hanno ammesso i suoi stessi consulenti già in passato e all’indomani del dibattito. Romney ha mentito? Beh, o ha mentito oppure ha fatto uno scherzo di cattivo gusto. In entrambi i casi, il suo tentativo di ingannare gli elettori su questo punto è il più grande di molteplici dichiarazioni fuorvianti o insincere da lui fatte nell’ora e mezza di quel dibattito. È vero, il presidente Barack Obama non ha certo dato buona prova di sé nel rispondere. Ma lascerò ad altri la critica teatrale e mi limiterò a parlare invece della questione che dovrebbe essere al cuore di questa elezione. In pratica, per quanto riguarda lo scherzo di cattivo gusto, ciò che Romney di fatto propone è che gli americani con malattie preesistenti che già hanno stipulato una copertura sanitaria possano mantenerla anche nel caso in cui perdano il loro posto di lavoro, a patto di continuare a versare i relativi premi assicurativi.
Si dà il caso che ciò sia già previsto dalla legge. In realtà, tuttavia, non è ciò che nella vita reale si intende comunemente quando si parla di stipulare un’assicurazione sanitaria che copra le patologie preesistenti, in quanto vale esclusivamente per coloro che riescono a procurarsi un posto di lavoro che in primis preveda un’assicurazione sanitaria (e che siano in grado di continuare a pagarla pur incorrendo nella possibilità di perdere quel posto). Ho già fatto presente che il numero di posti di lavoro che prevedono effettivamente una copertura sanitaria ha continuato inesorabilmente a calare nel corso degli ultimi dieci anni? In altri termini, ciò che Romney ha fatto, nel corso del dibattito col quale si è rivolto agli elettori, nella migliore delle ipotesi è stato giocare con le parole, fingendo di offrire qualcosa di importante a chi non ha l’assicurazione quando di fatto non ha offerto proprio nulla. In pratica, a tutti gli effetti, ha semplicemente mentito sui suoi progetti politici. Quanti americani sarebbero lasciati privi di copertura sanitaria in base al piano previsto da Mitt Romney? C’è chi dice 89 milioni. Secondo la “Commonwealth Foundation”, un’associazione bipartisan, è questo il numero di americani privi di quella ‘copertura assicurativa continua’ che darebbe loro i requisiti per ottenere l’assicurazione sanitaria in base alle vane promesse di Romney. Sia detto per inciso, ciò equivale a oltre un terzo della popolazione statunitense sotto i 65 anni. C’è anche chi parla di 45 milioni di americani, corrispondenti al numero stimato delle persone che avrebbero l’assicurazione sanitaria se Obama fosse eletto, ma che la perderebbero qualora vincesse Romney. Tale previsione riflette due fattori: il primo è che Romney propone di abrogare l’Affordable Care Act, il che significa rimuovere tutte le modalità con le quali quella legge aiuta decine di milioni di americani che hanno patologie preesistenti o non possono permettersi l’assicurazione sanitaria per altri motivi. Il secondo è che Romney propone drastici tagli a Medicaid — in sostanza per risparmiare i soldi di cui potrebbe avvalersi tagliando le tasse ai più ricchi — che finirebbero col rifiutare l’assistenza sanitaria di base a molti più milioni di americani. (No, deve essere chiaro che malgrado ciò che ha affermato Romney non è possibile ottenere l’assistenza di cui si ha bisogno recandosi semplicemente al pronto soccorso.) Ma aspettate: c’è di peggio. Il numero reale delle vittime delle proposte di Romney in fatto di sanità sarebbe di gran lunga più alto di ciascuna delle cifre di cui ho parlato, per almeno un paio di ragioni. La prima è che Medicaid non fornisce soltanto assistenza sanitaria agli americani troppo giovani per poter avere Medicare, ma oltretutto serve a pagare l’assistenza infermieristica e soddisfare altre necessità della popolazione americana più anziana. Inoltre, molti americani hanno sì un’assicurazione sanitaria, ma vivono nel rischio continuo di perderla. La politica dell’ “Obamacare” se continuasse farebbe svanire questo pericolo, viceversa un Romney eletto presidente lo renderebbe non solo reale, ma più grave ancora. Le reti di sicurezza non soltanto aiutano le persone che cadono davvero, ma rendono la vita più sicura a chiunque possa cadere. Romney però spazzerebbe via tale sicurezza, non soltanto in tema di assistenza sanitaria, ma in qualsiasi altro. E che dire dell’affermazione di un consulente di Romney al termine del primo dibattito con Obama, secondo il quale gli stati potrebbero subentrare e assicurare la copertura per le malattie preesistenti? Sono soltanto frottole, per più motivi. Prima di tutto Romney intende eliminare le restrizioni alle vendite assicurative interstatali, privando gli stati di ogni potere regolatore. Per di più, se tutto ciò che fai è esigere che le compagnie assicurative coprano tutti, le persone sane prima di stipulare una polizza aspetteranno di ammalarsi sul serio, facendo schizzare alle stelle i premi assicurativi. Ne consegue che è indispensabile abbinare le regolamentazioni degli assicuratori al requisito di far sì che tutti abbiano un’assicurazione. Perché ciò sia praticabile, devi poter offrire sussidi assicurativi agli americani a basso reddito, che devono essere finanziati a livello federale. E tutto ciò porta — per l’appunto — proprio alla riforma sanitaria che Obama ha trasformato in legge con la sua firma. Sarebbe stato auspicabile che Obama sottolineasse proprio questo punto nel dibattito. Avrebbe avuto tutti i diritti di saltar su e dire: ‘Eccoti qui di nuovo!’. Non solo la dichiarazione di Romney è stata quindi fondamentalmente disonesta, ma è stata già abbondantemente smontata. E la campagna stessa di Romney ha ammesso che è menzognera. Chissà perché il presidente non ha reagito così, né sull’assistenza sanitaria né su altri temi. Come ho già detto, però, lascio ad altri la critica teatrale. Il fatto è che Romney ha cercato di fuorviare l’opinione pubblica e non gli si dovrebbe consentire di farla franca.
(16 ottobre 2012)
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