La sfida per salvare Fincantieri. Parla Pino Baglio, operaio candidato con Marco Doria
Nicolò Fuccaro
Giuseppe Baglio, detto Pino, ha 36 anni. Da 9 anni lavora in Fincantieri, nello stabilimento di Sestri Ponente, come addetto agli impianti provvisori. La tipologia del suo lavoro è estremamente varia, in quanto consiste nel dare assistenza a tutti i lavoratori coinvolti nella costruzione della nave fornendo loro illuminazione, forza motrice, aspirazione fumi e altri mezzi, partendo da sotto alla chiglia per arrivare in cima al fumaiolo. Tutto quello che adesso ha lo deve al cantiere, all’interno del quale ha conosciuto la sua compagna, madre dei suoi due bimbi di 4 e 2 anni.
Insieme al suo collega Eugenio Restani, è stato candidato da Marco Doria, nella sua lista civica, alle prossime elezioni comunali.
Da quando è iniziata la vostra mobilitazione, che ha avuto un certo impatto anche sulla città e sull’opinione pubblica, la situazione si è modificata rispetto a com’era in partenza?
Rispetto all’anno scorso abbiamo ottenuto che il cantiere non chiudesse, senza avere delle garanzie occupazionali future, come gli ammortizzatori sociali. La base di partenza è stata la chiusura del cantiere, poi si è trasformata in due anni di cassa integrazione senza garanzie future, infine è arrivata la commessa di una chiatta semisommergibile. Il sostegno della città è rimasto immutato, anzi nelle ultime manifestazioni eravamo incoraggiati dalla popolazione a non mollare, per il bene del cantiere e di tutta la città.
Quanto ha pesato l’azione dei sindacati?
All’inizio l’azione di lotta sindacale è stata unitaria, poi con il tempo sono emerse divergenze d’opinione tra la Fiom e le altre 2 sigle sindacali (Fim e Uilm), esplose poi con la firma da parte loro dell’accordo del 21 dicembre 2011 sulla cassa integrazione e sull’integrativo aziendale.
Come si è mossa la politica? Quale influenza hanno avuto le forze politiche locali che sono intervenute nel dibattito?
I politici locali sono stati e sono sempre al nostro fianco, dal punto di vista politico ma anche fisico, visto che ci hanno accompagnato in vari cortei e trasferte romane. Il famoso tweet di Burlando che preannunciava l’arrivo di un po’ di lavoro (riguardo alla commessa della chiatta) ne è una prova. Nonostante tutto, la direzione aziendale ha sempre tenuto una sua linea molto discutibile, riassumibile nel concetto che loro decidono cosa fare e come farlo senza alcuna ingerenza esterna, facendo orecchie da mercante rispetto alle richieste dei vari politici.
Ad oggi in che situazione versa Fincantieri? A settembre scatterà questa nuova commessa per la costruzione di una chiatta semisommergibile che darà un po’ di respiro allo stabilimento.
Il cantiere navale di Sestri ha ancora 3 settimane di lavoro prima della consegna di Oceania Riviera all’armatore, dopodiché partirà la cassa integrazione per tutti; per i colleghi dell’officina navale e della salderia, invece, la cassa integrazione proseguirà, essendo già iniziata l’anno scorso. A settembre dovrebbero iniziare i lavori per questa fantomatica chiatta, ma senza saturare di lavoro il cantiere: saranno impiegate circa 350 persone su 750 circa. Di domenica scorsa (8 aprile) la notizia che Fincantieri starebbe per acquisire una doppia commessa da Viking Cruise. Sarebbe un lavoro completo, che tra progetto e costruzione rimetterebbe in moto tutto il sistema economico che gravita intorno al cantiere (appalti compresi). Considerando poi i carichi di lavoro degli altri cantieri, quello di Sestri sarebbe favorito per la realizzazione.
Nel suo programma, Doria parla di "necessario intreccio tra il ribaltamento a mare di Fincantieri e la necessità di realizzare il Sesto Bacino" al fine di "salvaguardare e rilanciare i settori della cantieristica e delle riparazioni navali", in un ottica di sinergia produttiva per "affrontare un mercato sempre più competitivo". E’ la soluzione migliore per coniugare i problemi del lavoro e il rilancio del settore della cantieristica navale?
Per rilanciare il settore bisognerebbe avere una politica nazionale che aiuti l’acquisizione di nuovi ordini, attraverso agevolazioni sul credito, incentivi fiscali, rottamazione delle unità più obsolete (vedi Tirrenia). L’inserimento della sesta vasca nell’ambito del ribaltamento a mare dovrà mettere d’accordo molte teste e qui potrebbero sorgere grossi problemi per interessi vari. Comunque bisognerà averi dei tempi rapidi nelle decisioni, per non perdere questo treno… o meglio questa “nave”.
(10 aprile 2012)
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