La svendita dell’Ilva e i veleni di Fiom-Cgil e Pd
Antonia Battaglia
La FIOM-CGIL di Taranto, che dell’ILVA e dei gravissimi problemi degli operai tarantini dovrebbe occuparsi, attacca Peacelink e la mia persona in particolare con illazioni ed insinuazioni che toccano la vita privata.
In una realtà disperata da tutti i punti di vista come quella del siderurgico, si immaginerebbe che uno dei principali sindacati italiani, il cui segretario nazionale ha grandi velleità politiche, voglia dedicare i propri pubblici attacchi al padrone, in questo caso al Governo che sta cercando di svendere azienda e operai per due soldi.
In una realtà impoverita e depredata di tutto come quella di Taranto, si immaginerebbe che la FIOM, per bocca dei propri rappresentanti locali, sui social network e sui giornali, non prestasse il fianco ad aberranti illazioni ma invece dedicasse il proprio tempo a fare ciò che dovrebbe fare: difendere la vita (si, nel caso dell’ILVA anche di questo si tratta !), gli interessi e il futuro degli operai.
Invece appare difficile accettare che Peacelink, per mano della sottoscritta, abbia presentato una nuova denuncia presso la Commissione Europea Concorrenza (dopo quelle presentate presso il Parlamento Europeo e la Commissione Europea Ambiente) in merito agli aiuti di stato, per far sì che i soldi pubblici vengano utilizzati per investimenti compatibili con la salute umana e l’ambiente, cosa fino ad ora non avvenuta.
Perché il nuovo decreto ILVA concede 800 milioni statali allo stabilimento, dalla Legge di Stabilità, più 300 milioni per rimpolpare i bisogni della fabbrica sotto amministrazione straordinaria, direttamente dall’Erario.
Aiuto di stato dentro aiuto di stato, una matrioska di aiuti ad uno stabilimento che è indebitato per 3 miliardi di euro, che è al centro di un procedimento giudiziario nazionale e che è oggetto di diverse procedure di infrazione europee. E che, dulcis in fundo, non è più competitivo.
E allora cosa accade? Che il PD di Taranto e la FIOM attaccano Peacelink, insinuando legami della sottoscritta con fantomatiche lobbies europee che, concorrenti di ILVA, mi pagherebbero per fare opposizione al siderurgico nostrano.
Ma la FIOM ed il PD non dovrebbero stare dalla parte degli operai di Taranto e quindi con noi, per chiedere che i fondi pubblici statali non siano dissipati in uno stabilimento in grave crisi gestionale, che inquina e, secondo le perizie del Tribunale di Taranto, uccide?
La FIOM e il PD non dovrebbero chiedere con noi che quei fondi possano essere utilizzati per rilanciare economia e progresso attraverso un poderoso programma di riconversione in attività economico-industriali sostenibili ?
Gli attacchi alla mia persona si qualificano da sé. In uno degli articoli vengono anche chiamati in causa i miei figli e posto in dubbio il mio ruolo di madre.
La FIOM-CGIL e il Partito Democratico hanno tanto a cuore il destino dell’ILVA da lasciar liberi i propri rappresentanti di scagliarsi insensatamente contro chi, oltre alla denuncia, ha fatto e continua a fare proposte economico-sociali-politiche che avrebbero dovuto essere il vero oggetto della discussione?
La misoginia di questi esponenti ha portato evidentemente ad accentuare gli attacchi nei confronti della mia persona in quanto donna.
(16 gennaio 2016)
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