L’amalgama, purtroppo, sta riuscendo bene
La questione morale, il presidenzialismo, il progetto di società, le riforme, il programma, il tipo di federalismo, non sono più i problemi fondamentali che il Partito Democratico deve affrontare e risolvere. Ne è sorto uno nuovo e prioritario, almeno a giudicare dalla discussione che ha sollevato: il problema dell’amalgama.
La rivelazione è dovuta a Massimo D’Alema, probabilmente pratico di amalgami grazie alla sua frequentazione del cuoco Vissani e alla personale esperienza nei risotti, come spiegò agli italiani in un memorabile "Porta a Porta". Tuttavia – forse per l’ostilità di cui si parla da anni tra i due principali esponenti del PD – D’Alema si è sempre guardato dal rivelare al Segretario l’importanza dell’amalgama, non solo in metallurgia e in cucina, ma anche in politica.
Ora non è riuscito più a trattenersi e gli è sfuggito un giudizio negativo che, dato il contesto, è rivelatore dell’importanza da attribuire al procedimento: Il PD non va bene, afferma D’Alema, perché "l’amalgama è riuscita male".
Veltroni lo ha negato, sostenendo che l’amalgama era riuscita bene fin da principio. Anche noi, osservando l’ omogeneo diffondersi della corruzione nel partito, riteniamo che il Segretario abbia ragione: l’amalgama sta riuscendo bene. Purtroppo è un’ottima amalgama di pessimi ingredienti.
(23 dicembre 2008)
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