L’attore Michele Riondino (“il giovane Montalbano”), cittadino di Taranto, con Antonia Battaglia e contro Nichi Vendola
Michele Riondino
, da facebook.com/MicheleRiondinoOfficial
Ma di quale parità di genere vogliamo parlare? Non esiste nessuna parità, ne ero sicuro ieri, ne sono ancora più certo oggi. Vorrei tanto essere di parte, difendere la categoria ma non trovo esempi, giuro non trovo soggetti che possano dimostrare superiorità di genere. Se guardo indietro trovo solo uomini che hanno tradito le mie aspettative, che hanno usato il mio voto non per cambiare e risolvere il mio disagio ma per accrescere il loro ego e il loro potere politico, a volte lo hanno usato addirittura per difendere i miei carnefici.
Nichi Vendola volle il mio voto perché ero giovane e lui diceva di essere il cambiamento, il nuovo che avanza, l’uomo di cui fidarsi perché la Puglia con lui sarebbe stata una regione invidiabile. Ha avuto ragione, la Puglia non ha mai vissuto anni d’oro come questi, ma mi chiedo se Taranto è Puglia o cosa? Cazzo ha fatto per me, per noi? Ha fatto molto per i Riva, ma loro non sono di Taranto, non votano in Puglia, non devono essere rappresentati da lui. Io invece sì, è cosa ha fatto per me? Nulla. Ippazio Stefano (sindaco di Taranto, ndr) doveva difendermi dall’industria, doveva difendere il diritto di cittadinanza, doveva difendere quei bambini che da pediatra curava mentre da sindaco e guardiano dei parchi pubblici impedisce loro di crescere liberi e spensierati per le strade di una città che quasi sempre è stata a misura di bambino. Cambia assessori come fossero calzini ed è sempre latitante, un vero uso maschio della poltrona il suo.
Tornando al vero motivo di questo post, volevo dire alle donne che non serve strillare come matte, avere il 50 e 50 delle presenze non conviene a nessuno, un 60-40 andrebbe molto meglio. 60% donne e 40% uomini. Se il diritto a governare dipende dai meriti e dai successi allora le donne dovrebbero essere la maggioranza ai posti di comando. Ieri una donna di nome Antonia Battaglia ha avuto la forza e il coraggio di urlare alla nuova sinistra europea che non si può stare nello stesso schieramento politico con chi fino ad oggi ha fatto gli interessi dei boia, dei carnefici, dei Riva (parlava ovviamente di SEL). , mettendo sul piatto la sua indisponibilità, a "correre al fianco di esponenti di un partito che ancora ieri ha continuato a disconoscere le proprie gravi responsabilità sulla questione ILVA" (riferendosi sempre a Sinistra Ecomafia e Libertà).
Oggi Antonia Battaglia, ieri e sempre la giudice Patrizia Todisco danno l’idea di come e quanto le donne meritino di guidarci e tirarci fuori dal degrado sociale, politico ed economico nel quale il potere maschio e machista ci ha fatto precipitare.
(13 marzo 2014)
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