L’avvento di Alfano: ma fino a ieri in che Paese viveva?
Matteo Pucciarelli
Eccolo il nuovo segretario del Pdl. Incoronato, come tradizione vuole, con la farsa di sempre: per acclamazione. Col notaio che prendeva nota, manco fossero ad “Affari Tuoi”. Di solito quei pallosi della sinistra o fanno i congressi o fanno le primarie: laggiù invece i segretari li paracadutano dall’alto, dagli elicotteri da 50 milioni di euro del premier.
Bisogna ammetterlo, Alfano ha fatto un bel discorso di insediamento. Talmente bello che uno si chiede: ma da quale Paese arriva? Ha vissuto in Svezia finora? Parrebbe di no, visto che ha ammesso di essere rimasto folgorato da Berlusconi dal lontano 1994 grazie a un jingle musicale (una scelta ragionata, insomma).
Allora al neo-democraticamente-eletto rammentiamo qualche punto, prendendo spunto dal suo pregevole intervento.
PUNTO 1
“Abbiamo chiesto agli italiani qualche sacrificio per fronteggiare la situazione economica (…) difenderemo con tutte le nostre forze il tenore di vita degli italiani, il loro benessere"
L’unico tenore di vita e benessere difeso è quello dei parlamentari, a cui la manovra riserva un taglio spaventoso: pari allo zero. Se ne riparla alla prossima legislatura (forse). Nel frattempo i sacrifici li fanno i lavoratori dipendenti e i pensionati. Che sono anche più abituati.
PUNTO 2
“Non è colpa di Berlusconi se la gente si ricorda lui e non i leader della sinistra che hanno un indice di volatilità superiore all’indice delle borse asiatiche”
Non è neanche colpa nostra se Berlusconi è l’uomo più ricco d’Italia, che controlla il 70% del sistema informativo del Paese e che, con i mezzi che ha, volendo si compra anche la mamma di Alfano. A sinistra, purtroppo o per fortuna, si litiga e si cambia. Ma solo perché un minimo di democrazia interna da quella parte è rimasta.
PUNTO 3
“Tra i nostri valori c’è la vita. Siamo laici e cattolici ma tutti noi crediamo che qualcuno possa dare e togliere la vita, ma quel qualcuno non è il Parlamento”
Ma perché, a sinistra qualcuno tifa per la morte? E poi: quel qualcuno non è il Parlamento, appunto. Ma deve essere il singolo individuo, a cui però – grazie ai soci di Alfano – non viene permesso di decidere per sé. Eluana non voleva vivere così: fu Berlusconi che provò in tutti i modi, anche per via legislativa, a tenerla in uno stato più doloroso della morte stessa.
PUNTO 4
“Caro presidente Berlusconi io lo dico chiaro: noi dobbiamo lavorare per un partito degli onesti visto che non tutti lo sono”
Apoteosi. Poco prima aveva ringraziato Claudio Scajola, integerrimo ex ministro a cui dei faccendieri comprarono mezza casa a sua insaputa. E tutto questo rivolgendosi a un pluri-imputato, scampato a numerosi processi grazie a svariate leggi ad personam.
PUNTO 5
“Una cosa ci ha lasciato in questi 17 anni Berlusconi, e cioè che fino ad ora i soldi per il partito li ha messi lui”
Ottima spiegazione data da solo del punto n.2.
PUNTO 6
“Se mi chiedete quale è il partito che vorrei, è un partito che tra 17-20 anni ci sia ancora e dove un giovane consigliere provinciale o un ragazzo delegato abbia in un tempo non troppo lontano la possibilità di diventare segretario come accade a me, perché il partito glielo concede dando spazio a chi ha merito”
Se l’esempio del merito è quello di Nicole Minetti, siamo a posto.
PUNTO 7
“Noi siamo per la lotta all’evasione fiscale. Senza angherie. Per fare sì che ciascuno paghi il giusto ed evitando che i furbetti non paghino facendo pagare il conto alle persone oneste”
Lo scudo fiscale del governo Berlusconi è stato un ottimo modello, in questo senso. E tralasciamo i numerosi condoni degli anni scorsi.
Parole forti e dure, quelle di Alfano. Talmente prorompenti che al termine del suo intervento “il Cavaliere gli stringe la mano e lo accarezza più volte sulla testa, ringraziandolo”, scrive Repubblica.it. Il Padre, il Figlio, mancava lo Spirito Santo.
(1 luglio 2011)
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