Le inchieste proibite
Luigi De Magistris
, il manifesto, 11 maggio 2010
Qual è la magistratura e l’informazione che la maggioranza vuole imporre al Paese? Certo non quella che indaga sulla mafia imprenditrice dei Casalesi, con il coinvolgimento di pezzi della politica. Come il caso del sottosegretario Cosentino ha dimostrato. E neppure quella magistratura e quella informazione che raccontano come le mafie oggi possono occupare ogni spazio della nostra vita, al punto da servire a tavola – a prezzi maggiorati – il cibo quotidiano, come ha dimostrato l’inchiesta sul Mof di Fondi. Il modello del centrodestra si ispira invece a tutt’altro. E’ un modello che viene da lontano e non ha mai smesso di operare, un modello che trova i tratti salienti nel progetto, dettagliato e anticipatore, del piano di Rinascita Democratica della P2: la sottoposizione del pubblico ministero al potere esecutivo ed il controllo dei mezzi di comunicazione. I due elementi fondanti del piduismo.
In un Paese in cui è sofferente la dialettica democratica parlamentare tra maggioranza ed opposizione da dove può provenire la conoscenza dei fatti? Chi può raccontare storie e vicende scongiurando la scomparsa dei fatti?
La conoscenza impedisce la narcotizzazione delle coscienze, consente un pensiero libero e, quindi, critico. La libertà di pensiero è il principale antidoto ai totalitarismi, soprattutto quelli che si fondano sul legalismo illegale ed amorale. Solo una magistratura libera, autonoma ed indipendente. Solo un’informazione indipendente, libera e pluralista. Solo loro possono, nell’ambito dei loro differenti ruoli, raccontare quello che accade e che altrimenti non si saprebbe. Non sfugge, certo, che una parte della magistratura è già prona ai poteri sui quali dovrebbe esercitare l’attività di controllo. E’ conformista, burocratica, opportunista, servente ad interessi forti, talvolta criminali. E’ questa la magistratura che sogna chi detiene il potere e non tollera controlli sul proprio operato. Non sfugge nemmeno che una parte dell’informazione è megafono e propaganda di un sistema di potere che assume sempre più i tratti di un regime. Sono quelli che si autocensurano per essere graditi al potere.
Adesso il sistema – di chiara derivazione piduista – vuole definitivamente sottomettere – anche sul piano formale – la magistratura ed i mass-media.
L’ordine giudiziario comandato dal potere politico significa che nei confronti dei corrotti, dei colletti bianchi, della mafia contemporanea, dei truffatori e ladri di stato, dei riciclatori ed evasori ci sarà il processo lampo, cioè invisibile. Nel senso che non verranno mai più espletate indagini preliminari nei confronti di questi criminali. La giustizia, invece, riprenderà a funzionare, avrà risorse, vi saranno i processi brevi, senza garanzie, nei confronti di categorie di pericolosi sovversivi: ad esempio, gli immigrati clandestini (quelli che vengono puniti non perché hanno commesso un reato, ma solo in quanto clandestini); i giornalisti che si ostinano ad essere cani da guardia del regime e non barboncini da salotto (si andrà giù duro con azioni giudiziarie fino a fiaccarli); i servitori dello stato che non si arrendono e non piegano la schiena (saranno schiacciati da procedimenti penali e fatti passare per mitomani, squilibrati, pazzi o sovversivi); i politici e gli opinionisti che difendono Costituzione, Stato di diritto e Stato sociale di diritto (eversivi da incriminare per reati gravissimi, da corte d’assise).
La magistratura diverrà il braccio togato di un corpo autoritario e sovversivo dell’ordine democratico. La stampa dovrà far apparire tutto questo come normale, la normalizzazione dell’autoritarismo divenuto regime.
Dimenticavo un’altra grave emergenza criminale che il potere costituito dovrà affrontare: procedimenti penali come i sequestri delle carriole dei cittadini del L’Aquila che osano manifestare per chiedere trasparenza e legalità nella gestione dei fondi pubblici per il terremoto e verità giudiziaria. Sono matti! Come si fa a mettere in dubbio che tutti i soldi sono stati spesi in modo esemplare? Il sistema gelatinoso della Protezione civile Connection-Spa, un intreccio tra corruzione e borghesia mafiosa, è solo un’invenzione di quegli ultimi magistrati e giornalisti che si ritenevano ancora liberi.
(11 maggio 2010)
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