Le primarie vinte dai pugliesi

Ilaria Donatio

I numeri parlano chiaro e dicono che una sostanziosa porzione di elettori pugliesi del Pd, quasi 200 mila, ha scelto l’attuale presidente della Regione, Nichi Vendola, in ben 200 seggi sparsi lungo il tacco dello stivale: un successo, quello delle primarie pugliesi, che supera ogni aspettativa e che è tanto più rumoroso perché smentisce l’apparato, gli dice ‘no, grazie: non ci stiamo ai vostri endorsement calati dall’alto e ce ne freghiamo di strategie e alleanze decise nelle segreterie di partito’. I numeri – il 73 per cento contro il 27 di Boccia – sono l’espressione più concreta dei sentimenti di rispetto e di affetto della gente (e non della ggente) nei confronti di un politico che ha avuto il merito e la capacità di ‘sintonizzarsi’ (nel bene e nel male) con il (tanto inflazionato, a parole) bene comune. Mentre i soliti antichi burattinai tessevano ben altre trame e ordivano macchinosi teatrini dietro le quinte.

Ora diranno di stare dalla parte di Vendola, dopo avergli chiesto di fare un passo indietro (manco fosse un cha cha cha), ripeteranno che non era ‘lui ma la destra l’avversario da vincere’.

E il dato che a Gallipoli, il collegio elettorale di D’Alema, il 70 per cento di cittadini abbia scelto Vendola diventa tanto più significativo.

Ma non imparano mai questi politici di palazzo e la lezione inflitta dall’esito delle primarie è rappresentata benissimo proprio dal sindaco di Bari, quel Michele Emiliano con cui erano volate parole grosse, durante la campagna elettorale: “Anche la più razionale delle strategie politiche non può essere calata dall’alto”. Già, ora l’avranno capito?

È probabile che Vendola non riesca a realizzare quella ‘Politica con la P maiscola’ che invoca da anni, quella gestione della cosa pubblica che ‘se non ha la dimensione del sogno non ha senso’. Ed è anche possibile che l’attuale governatore non impari dagli errori che ha ammesso di aver fatto durante la sua amministrazione. Tutto plausibile. Ma questa vittoria, ai limiti del plebiscito, è innanzi tutto una vittoria dei pugliesi. E a perdere è stato non tanto Boccia quanto il Pd e la sua politica. Bene ha fatto Vendola a indirizzare queste parole al suo segretario: “Lo dico a Bersani, la politica fatta con un patto di popolo si chiama democrazia”.

(25 gennaio 2010)

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