Legge anti-intercettazioni, Pardi: “Ribelliamoci all’omertà di Stato”

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Ha ragione Stefano Rodotà: la legge sulle intercettazioni telefoniche modifica la prima parte della Costituzione. E’ una legge ipocrita e insidiosa. Sbandierando la necessità di garantire la privacy infligge un colpo mortale al diritto di tutti i cittadini a un’informazione completa, obbiettiva e imparziale. Vuole imporre l’omertà di Stato per nascondere all’opinione pubblica le illegalità dei potenti.

Se la legge che impedisce le intercettazioni e la loro diffusione a stampa sarà approvata i cittadini saranno vittime di una censura preventiva. Il silenzio e l’oscurità copriranno le malefatte di chi governa e favoriranno l’espansione di un potere assoluto senza limiti e senza controllo.

I parlamentari dell’opposizione dovranno impegnarsi a leggere in aula le notizie che i giornalisti non potranno più dare. Le notizie rese note in aula saranno pubblicate il giorno successivo nel resoconto stenografico e così rese pubbliche.

Tutti i cittadini che hanno a cuore la salute della democrazia devono ribellarsi a questa ingiustizia. Tutti gli intellettuali, scienziati, scrittori, registi, pittori, musicisti che possono influire sull’opinione pubblica sono invitati a dare il loro contributo attivo alla conoscenza più vasta possibile della legge che istituisce l’omertà di stato e dei suoi effetti disastrosi.

Aderiamo all’appello di Rodotà, costruiamo una grande manifestazione popolare per impedire che venga consumato un passo decisivo nella vanificazione della democrazia.

Pancho Pardi

(12 maggio 2010)

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