Legge-bavaglio, Giulietti: Non diamogli tregua

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La manifestazione del primo luglio dovrà essere solo una delle tante tappe che dovranno accompagnarci sino alla vittoria definitiva e alla cancellazione non solo delle norme bavaglio, ma anche della censura, delle liste di proscrizione, degli oscuramenti decretati verso tutto quello che non corrisponde allo spirito dei tempi.

Ben vengano dunque tutte le nuove iniziative già annunciate, in Italia e all’estero, dai più diversi gruppi, delle più diverse provenienze. Chiunque vorrà far sentire la sua voce contro il buio e contro il bavaglio dovrà essere considerato un cittadino esemplare che ama la costituzione e non si piega di fronte a chi vuole demolire lo stato di diritto.

Le parole minacciose pronunciate dall’avvocato Ghedini nei confronti del presidente Napolitano sono il preannuncio dell’assalto finale, non si fermeranno di fronte a nulla, tenteranno di imporre la loro legge costi quel che costi. Per questo dovremo reagire colpo su colpo, chiamando a raccolta tutti gli alleati possibili, a cominciare da quella destra di Fini che deve dire ora e subito se sta ancora con i Falcone e i Borsellino oppure se ha deciso di partecipare alla santificazione del mafioso Mangano invocata in modo pubblico da Marcello dell’Utri, amico della primissima e più oscura ora del presidente del consiglio.

Nelle prossime ore non sarà possibile restare in mezzo, far finta di nulla, accontentarsi di un mezzo emendamento.
La legge bavaglio non può essere emendata, può solo essere ritirata, il resto sono balle prive di fondamento.
Per queste ragioni dobbiamo intensificare le azioni, le proteste, coinvolgendo un numero crescente di presone in tutta Italia.

Ci sono tanto modi per farlo: ci permettiamo di segnalare quello proposto da una rete di associazioni da Lettera 22 ad Articolo 21 sino a Reporters senza rete che hanno deciso, per la prima volta, di chiedere a tutti i blog e a tutti i siti di aderire alla giornata del silenzio indetta dalla federazione della stampa per il prossimo luglio. In quella giornata ogni spazio potrebbe essere dedicato alle ragioni della protesta dando la parola a tutti quei cittadini che rischiano di essere oscurati.

"Aderiamo oggi alla giornata del silenzio, dando la parola a tutti quelli che vorrebbero zittire", ci sembra una bella idea, anche questo blog aderirà alla proposta e siamo sicuri che tanti altri accoglieranno l’invito.

Sarà un’altra tappa sulla strada che ci porterà a ritrovarci tutte e tutti davanti alla camera, alla fine di luglio, quando Ghedini e soci tenteranno l’assalto finale. In quel momento dovremo ritrovarci in tanti.

Dove e come lo decideremo insieme, perchè quando ci sono in ballo i valori costituzionali e di libertà bisogna davvero andare oltre i confini, sia pur nobilissimi della propria organizzazione e persino del proprio schieramento.

Giuseppe Giulietti

(4 luglio 2010)

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