Lo strano caso dei Dottor Quaresima e dei Signori Carnasciale
di Pierfranco Pellizzetti, da Il Secolo XIX
Le disavventure dell’europarlamentare Mario Mauro, candidato in caduta libera alla presidenza del Parlamento di Strasburgo, dimostrano la difficile esportabilità del singolare connubio di cui risulta espressione emblematica. La si potrebbe quasi definire “tipologia Mauro”: una carriera politica alla corte di Silvio Berlusconi (da Forza Italia al Partito della Libertà) in quanto militante di Comunione e Liberazione.
D’altronde, storia molto lombarda; visto che proprio da quelle parti avvenne l’incubazione delle due esperienze religiose e mondane, i loro successivi intrecci. Il cui capofila è l’attuale Governatore della Regione, Roberto Formigoni.
Ma non solo lombarda. Oggi ci sono frotte di giovanotti in tutto il Paese che coniugano con crescente entusiasmo impegno politico nel partito del premier con ferrea militanza nell’organizzazione ciellina fondata da don Giussani, professore di religione nel milanese liceo Berchet; in tutte le sue varie declinazioni: da Gioventù Studentesca a Compagnia delle Opere.
Scelta in apparenza da sdoppiamento schizofrenico della personalità: la sintesi tra libertinismo, spinto oltre le soglie di un neopaganesimo che fonde dionisiaco e Mammona, e tradizionalismo cattolico bigotto in materia di famiglia e politiche della vita, sessualità ovviamente compresa. Come è possibile far coesistere un’estetica da veline e possessività sfrenata con la visione del mondo quaresimale?
Vista la miriade di casi che abbiamo sotto gli occhi, questo avviene in quanto tale sintesi sta altrove, sul piano dell’ipocrisia e del cinismo. Piano che prescinde bellamente da ogni considerazione che non sia il proprio personale tornaconto.
Insomma, l’eterna vocazione nazionale a stare dalla parte del più forte (o presunto tale) per trarne benefici e protezione, che ha contagiato un congruo numero di ragazzi e ragazze. Se avessero avuto vent’anni all’inizio dei Sessanta si sarebbero iscritti al sindacato degli “autunni caldi”, poi avrebbero transitato nel Movimento Studentesco con Sofri e Capanna per attraccare nel craxismo. Ti avrebbero spiegato che loro “stavano dalla parte della Storia”, identificata nel vincitore di turno.
In questi ultimi tempi i soggetti vincenti apparivano il Cavaliere di Arcore e le gerarchie vaticane, tra l’altro alleati per coltivare i rispettivi disegni di potere. Da qui la necessità di tenere il piede in due scarpe per far carriera. E finanza, affari.
Come ci racconta la non encomiabile vicenda chiamata “oil for food”, che vede l’entourage di Formigoni coinvolto nei traffici con l’allora boss iracheno Saddam Hussein, all’epoca dell’embargo ONU, e ora sanzionato penalmente.
Infatti, grazie ai buoni rapporti col ministro cristiano Tareq Aziz, il cattolicissimo leader di Regione Lombardia si accaparrò contratti per 24,5 milioni di barili di petrolio, per poi girarli ad amici imprenditori, già condannati nel 1982 per contrabbando internazionale, ma meritevoli di particolari riguardi in quanto soci fondatori della Compagnia delle Opere. Che ringraziarono del favore versando 700mila dollari sul conto del fiduciario di Formigoni: quel Marco Mazarino De Petro che per questo è stato condannato a due anni di carcere.
I tradizionalisti devoti si indignano? Neppure per sogno. Semmai si rammaricano della sentina scoperchiata, come le numerose altre sentine portate allo scoperto un po’ in tutta Italia e che vedono l’impegno attivo di queste anime pie. Che sono pronte pure a chiudere un occhio sul carnasciale del buon cristiano Berlusconi (e quanto ci sta dietro, ben più inquietante: le frequentazioni e la conseguente ricattabilità del capo del governo) che sta venendo alla luce. Quel che conta è andare dritti allo scopo. Appunto, all’insegna del cinismo e della spregiudicatezza.
Purtroppo per loro, in Europa ci sono ancora persone che non reputano le virtù civili una barzelletta da incartare nell’opportunismo papista. E magari son pronte a far scattare l’altolà. Anche a chi pensava di tenere impunemente e all’infinito il piede nelle due scarpe spaiate: quella di Gesù e quella del dio-denaro.
(23 giugno 2009)
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