Marco Doria e i suoi arancioni: la scelta di MicroMega per Genova

Pierfranco Pelllizzetti



In barba a quanti sostenevano (malevolmente?) che il “rosso antico” sarebbe il suo colore preferito, Marco Doria veste la sua lista di arancione.

Sia chiaro: valori come solidarietà, ruolo essenziale dell’intervento pubblico (soprattutto nei punti di crisi e del disagio), appassionata consapevolezza che “la società esiste” (ricordate le stupidaggini di Margaret Thatcher al riguardo?), priorità del Bene Collettivo rispetto ai privati interessi, sono “sempreverdi”; nonostante i decenni in cui il Pensiero Unico liberista ha tentato di presentarli come anticaglie. Mentre un grande storico di lingua inglese continuava fino in punto di morte a ripeterci che «la Sinistra ha qualcosa da conservare»: la fierezza di un passato prezioso; i grandi risultati in materia di benessere, trasferimenti per l’eguaglianza e diffusione dei diritti di cittadinanza a largo raggio ottenuti nella stagione dello Stato Sociale. Oggi dimenticata da una parte della Sinistra.

L’elemento di novità, che trova il proprio colore simbolo nell’arancio, è incarnato da un crescente bisogno di rinnovamento della politica partendo dal basso, dalle donne e dagli uomini concreti che rifiutano di intrupparsi nella corporazione trasversale e collusiva del Potere politicante. La parola d’ordine che si diffonde è “indignatevi” (non a caso fatta risuonare da un antico partigiano francese).

Sia chiaro: indignazione rispetto a QUESTA politica, per ritrovare BUONA politica.
Sicché, dato che le idee camminano sulle gambe delle persone, la prima cosa da fare è mettere in pista persone capaci e credibili per farle avanzare.

MicroMega può a buon diritto fregiarsi del titolo di “antemarcia” in tale rinnovamento, visto che in epoche non sospette propugnava le ragioni della critica più severa nei confronti del professionismo di partito; ipotizzava l’impegno pubblico come una sorta di “bricolage” ad alto livello, esercitato con la massima passione per un tempo dato. Prima che le delizie corrompenti del potere per il potere prosciugassero i cuori e colonizzassero le menti dei nuovi venuti.

Perciò appoggiamo il candidato sindaco di Genova Doria e – in particolare – la lista collegata al suo nome, composta da persone che offrono credenziali altamente credibili di ricambio democratico: donne e uomini con una storia individuale quale garanzia di passione disinteressata. Compreso il coach scelto per accompagnarli in una esperienza per loro insolita, come la campagna elettorale: quell’Alfonso Pittaluga che – pur essendo l’unico con un’esperienza di lungo corso nelle istituzioni locali – è sempre stato esempio di trasparenza e libertà intellettuale.

Quanto più ci ha colpito è la presenza del tutto inusuale tra i candidati di ben “sei under trenta”. Verso di loro si indirizza un di più di speranza. Ed è per questo che i redattori di "" – lo speciale quotidiano di MicroMega che seguirà l’avventura amministrativa genovese in presa diretta – sono due ventiduenni neofiti della politica schierati dalla parte di Marco Doria: Nicolò Fuccaro e Luca Traversa.

Neofiti sì, ma già con una bella esperienza civica: dalla militanza in Libera a quella, con secchio e pala, nel fango della recente alluvione che ha devastato Genova.

(6 aprile 2012)



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