Margherita Hack: la mia laicità

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a cura della redazione di MicroMega

Professoressa Hack, alle “” che si terranno a Reggio Emilia dal 15 al 17 aprile il suo intervento era tra i più attesi ma ha annunciato che non potrà esserci…
Non sto benissimo, ho quasi 90 anni e nell’ultimo periodo ho avuto troppi impegni. Comunque attribuisco al festival una notevole importanza in questa fase in cui il governo è totalmente succube del Vaticano, malgrado la Costituzione dichiari il nostro paese laico. E’ fondamentale riaffermare ora il valore della laicità nel rispetto e nella libertà di tutti i cittadini.

Eppure gli esponenti del Pdl hanno definito queste giornate “immorali”.
Da che pulpito viene la predica: il Pdl è un partito che calpesta quotidianamente i valori cristiani esercitando comportamenti inumani con immigrati e, più generale, con le fasce sociali più povere. Difendono, inoltre, l’immoralità e chi non vuole sottostare alla legge. Si dovrebbero vergognare per questo.

Il portavoce della Curia reggiana, monsignor Landini, ha scritto riferendosi alla kermesse: “Sbagliato sedersi al tavolo con atei militanti che negano i fondamenti della fede e attaccano la Chiesa”. Come risponde?
Essere “laici” significa anche rispettare tutti ma, ovviamente, voglio poter essere libera anch’io di esercitare la mia non fede: credere o meno è una questione personale, non dimostrabile scientificamente. Quindi la Curia imparasse a rispettare gli altri e tutte le fedi.

Dalle colonne del Fatto Quotidiano e dal sito di MicroMega Paolo Flores d’Arcais ha invitato monsignor Ravasi a confrontarsi con gli atei e a partecipare al festival. Ma senza ottenere risposte.
Sono fondamentalisti: più si va in alto nelle gerarchie della Chiesa e meno s’incontra il rispetto dei valori cristiani. I soli ad applicare veramente i principi del cristianesimo sono i preti e le comunità di base che si occupano di “sociale” e lavorano con i poveri agendo secondo il verso “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Anche nel centrosinistra emiliano c’è chi come il consigliere regionale Pd, Beppe Pagani, ha definito le giornate “anticlericalismo da bar” ottenendo il plauso della destra. Le sembra normale?
Nel Pd è ben strutturata la componente della Margherita, quindi anche in quel partito si annida del fondamentalismo cattolico.

Uno dei dibattiti che ha suscitato più polemiche è quello relativo al crocifisso nelle aule delle scuole e negli uffici pubblici. Il suo giudizio?
Torniamo al discorso di prima: è necessario rispettare tutti. Il crocifisso, infatti, è il simbolo di una religione mentre l’Italia si sta trasformando in paese multiculturale e interreligioso. Non capisco perchè bisognerebbe esporre l’icona di una sola fede. O si affiggono tutte, ma non è fattibile, o nessuna. E quindi mi sembra più logico non mettere niente, per rispettare la fede di tutti. Anche dei non credenti.

(8 aprile 2011)

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