MicroMega 1/2013 – Almanacco di Filosofia – Il sommario del nuovo numero in edicola e su iPad da giovedì 17 gennaio

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ICEBERG 1 – democrazia e religione
Jürgen Habermas – Linguaggio religioso e uso pubblico della ragione
Le religioni sono portatrici di contenuti di verità ai quali le società democratiche moderne non possono rinunciare. Ma, per poter entrare nel dibattito pubblico e soprattutto negli atti delle istituzioni, essi debbono poter essere ‘tradotti’ in un linguaggio non religioso, accessibile a tutti.

Charles Taylor – Contro il mito dell’Illuminismo
Se è vero che uno Stato democratico pluralistico non deve sposare nessuna visione comprensiva del bene, questo vale sia per le religioni che per tutte le filosofie e visioni del mondo. Pensare di tenere fuori le religioni dal dibattito pubblico è illusorio, e pericoloso.

Jürgen Habermas / Charles Taylor in conversazione con Craig Calhoun – Il posto della religione nella sfera pubblica
È ammissibile il ricorso ad argomenti religiosi nella sfera pubblica? C’è una ‘zona’ del dibattito pubblico da cui devono essere banditi? E gli argomenti religiosi hanno una loro specificità rispetto a quelli filosofici o derivanti da altre visioni comprensive della vita? Una controversia sul ruolo delle religioni nelle moderne società secolarizzate.

Paolo Flores d’Arcais – Laicità tout court, laicità debole, laicità tradita
Una volta che la democrazia sia stata preferita alla teocrazia o al Führerprinzip, il linguaggio religioso, cioè l’‘argomento-Dio’ – come ogni argomento ‘Ipse dixit’ di cui è una sottoclasse – va esiliato dalla sfera pubblica. Solo l’ostracismo di tutte le fedi garantisce il terreno comune del dia-logos e la reciproca eguaglianza di tutti in quanto con-cittadini. Realizzando il primato della ‘pura ragione’, inviso a Taylor e ridimensionato da Habermas, cioè della ‘ragione non religiosamente informata’.

Sergio Givone – Irreligiosa religio: legittimazione o delegittimazione del politico?
“Il dispiegamento del totalitarismo nella sua forma più estrema, cioè quella del terrore, è avvenuto presso quei regimi che avevano messo la religione programmaticamente al bando. Si dirà: e il terrorismo di matrice religiosa? Il terrorismo islamico e simili? Bisognerebbe chiedersi se tale terrorismo sia il prodotto di una fede che c’è ancora o non piuttosto di una fede che non c’è più”.

Carlo Augusto Viano – Tollerare il fanatismo
Le religioni – con il loro corredo di fanatismi, imposture, tabù – rappresentano delle concrete minacce per le società liberali, che però non si possono permettere di metterle al bando. Perché la convivenza con queste minacce è la loro caratteristica  principale.

Pietro Adamo e Giulio Giorello – AntiTaylor, ovvero critica della ‘ragione’ religiosa
La tesi di Taylor che vorrebbe porre sullo stesso piano le religioni e le ‘ideologie’ filosofiche e politiche non sta in piedi. Come illusoria è la speranza di Habermas di poter ‘tradurre’ in linguaggio laico le istanze religiose. Il punto è che le società aperte non possono sopportare quelle proposte religiose che, per loro natura, le minacciano.

Roberto Esposito – Teologia politica e teologia economica
La figura centrale del capitalismo contemporaneo è quella dell’indebitamento, resa palese dalla crisi in corso. Sbaglierebbe, tuttavia, chi ritenesse la questione del debito confinata al mero piano economico. Essa, al contrario, assume oggi, con sempre maggior forza, una connotazione addirittura teologica. L’indebitamento universale che ci tiene soggiogati si rivela per ciò che è: l’esito ultimo della macchina teologico-politica dell’Occidente, per sconfiggere la quale c’è bisogno, più che di ‘consenso per intersezione fra presupposti laici e religiosi’, di genuino conflitto politico.

Giorgio Cesarale – In principio era il conflitto
La separazione moderna fra ‘sociale’, ‘politico’ e ‘religioso’ non decreta, come pensa Habermas, la fine delle funzioni ‘simboliche’ e ‘rappresentative’ della politica, perché le ricolloca in un orizzonte sociale segnato dal conflitto. Alcune osservazioni sulla questione habermasiana della ‘clausola di traduzione’ come strumento di pacificazione del contrasto nella sfera pubblica fra cittadini ‘laici’ e religiosi e sulle conseguenze dell’argomento di Taylor circa la necessità di annullare la differenza epistemica fra ragione e religione.

INEDITO 1
John Dewey – Lezioni cinesi (presentazione di Federica Gregoratto)
Nel 1919 John Dewey intraprese un lungo viaggio in Estremo Oriente, prima in Giappone e poi in Cina. Le Lectures in China, di cui qui presentiamo le prime tre per la prima volta in italiano, sono la trascrizione di due serie di lezioni tenute all’Università di Pechino. In un contesto lontano dal suo background culturale, il padre del pragmatismo americano delinea i fondamenti del suo pensiero sulla società e sulla politica con straordinaria chiarezza e capacità divulgativa.

INEDITO 2
Günther Anders – Il proletariato è antiquato (presentazione di Devis Colombo)
Nel mondo contemporaneo non può esistere la vecchia categoria marxista di ‘proletariato’. Oggi, infatti, la proletarizzazione non riguarda più solo una classe, ma è un fenomeno globale che piega trasversalmente popoli del Terzo Mondo e classi medio-basse dell’Occidente. Per questo, tuttavia, l’imperativo “proletari di tutto il mondo unitevi!” rivela la sua piena attualità. Un esclusivo inedito in italiano di uno dei più acuti filosofi del Novecento.

ICEBERG 2 – a scuola di laicità
Axel Honneth – Scuola pubblica e democrazia: un tema filosofico cruciale
La ridefinizione, da parte conservatrice, dei presupposti della democrazia, ha portato una fetta consistente della filosofia politica attuale a sostenere che il principio di neutralità dello Stato escluda, fra i compiti dell’istruzione pubblica, l’insegnamento dei valori democratici. Ma imporre la neutralità etica alla scuola statale significa lasciare campo libero a quelle private e confessionali, che rimarrebbero le uniche in grado di veicolare ‘valori sostantivi’.

Vincent Peillon in conversazione con Gloria Origgi – La morale laica come materia scolastica
Quale senso può avere oggi un’educazione pubblica alla laicità? Di fronte alle sfide del multiculturalismo nelle società contemporanee cosa signifi
ca essere laico? La via francese alla laicità dello Stato ha spianato storicamente la strada alla promozione di un vero e proprio ‘ethos repubblicano’, quale sistema di valori fondante un governo democratico. Nel solco di questa tradizione, il nuovo ministro dell’Educazione francese, il filosofo Vincent Peillon, propone oggi l’introduzione nelle scuole di un corso di ‘morale laica’.

Angelo d’Orsi – Una scuola per la democrazia
La crisi del sistema formativo pubblico può essere compresa e risolta solo recuperando il nesso sostanziale tra scuola e costruzione di una cittadinanza attiva. Autentico garante di questa unione è soltanto uno Stato che torni ad arrestare diseguaglianze e ingiustizie di un sistema dell’istruzione subordinato al controllo dei privati, degli istituti religiosi e al profitto, e che promuova le libertà positive di tutti i cittadini, a partire dai più svantaggiati. Una riflessione sul rapporto fra scuola, polis ed educazione.

INEDITO 3
Karl Löwith – L’unità e la diversità degli uomini (presentazione di Giorgio Fazio)
Pubblicata in tedesco nel 1938 e inedita in italiano, questa riflessione sulla nozione di comune umanità degli uomini, brutalmente messa in discussione in quegli anni dal nazismo, porta Löwith a riesaminare criticamente le ‘radici filosofiche’ della catastrofe tedesca e ad affermare la propria concezione dell’unità di tutti gli esseri umani, che non può darsi in forma astratta, ma solo ‘in mezzo agli uomini’.

SAGGIO
George Steiner – La morte sta morendo?
Diversi sono stati gli strumenti messi in campo dall’essere umano per sfuggire all’ineluttabilità della morte: dalle religioni, con le loro promesse di vita eterna, fino al linguaggio, col suo repertorio di congiuntivi, condizionali e controfattuali che realizzano il miracolo di “decostruire il fiat biologico”. Oggi, tuttavia, la morte ‘classica’ sembra avviata a scomparire e, con essa, il diritto di morire la morte che si sceglie.

(17 gennaio 2013)



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