MicroMega aderisce al “No Berlusconi Day”. L’invito di Flores d’Arcais ai direttori dei giornali: “Uno spazio fisso per la manifestazione nei vostri siti”

MicroMega

Un’iniziativa di MicroMega per il "No B Day" e per l’imparzialità dell’informazione

A Ferruccio De Bortoli, direttore di “Il Corriere della sera”, Ezio Mauro, direttore di “La Repubblica”, Mario Calabresi, direttore di “La Stampa”, Gianni Riotta, direttore di “Il sole 24 ore”, Concita De Gregorio, direttore di “l’Unità”, Marco Tarquinio, direttore (ad interim) di “L’Avvenire”, Antonio Polito, direttore di “Il riformista”, Valentino Parlato e Norma Rangeri, direzione e comitato di gestione di “Il manifesto”, Dino Greco, direttore di “Liberazione”, don Antonio Sciortino, direttore di “Famiglia Cristiana”, Daniela Hamaui, direttore di “L’Espresso”, Piero Ignazi, direttore di “Il Mulino”, Pierluigi Sullo, direttore di “Carta”, Giovanni De Mauro, direttore di “Internazionale”, Massimo Bordin, direttore di “Radio Radicale”, Danilo De Biasio, direttore di “Radio Popolare”.

(questa lettera non è stata inviata a Antonio Padellaro, direttore di "Il Fatto Quotidiano" perchè il suo giornale ha anticipato tutti e da giorni sta già dando all’iniziativa "dal basso" tutta l’attenzione che merita)

di Paolo Flores d’Arcais

Caro amico, caro collega, la proposta di legge sul “processo breve” segna un salto di qualità nei tentativi dell’attuale maggioranza parlamentare di ignorare o rovesciare il dettato costituzionale. Questa volta non viene neppure tentata alcuna forma di alibi o di mascheramento, viene sbandierata l’esigenza unica e dirimente di questa e delle infinite leggi che l’hanno preceduta: Berlusconi non deve essere processato. Punto e basta. E poiché insigni costituzionalisti hanno spiegato come questa proposta sia perfino più anticostituzionale di altre già bocciate dalla Consulta, è evidente che l’imperativo dirimente (Berlusconi non deve essere processato) troverà l’altra strada, tante volte minacciate: cambiare la Costituzione.

Di fronte a un degrado talmente abissale della vita pubblica, è nata “dal basso”, cioè dal web, una iniziativa di cittadini per una manifestazione di protesta il 5 dicembre, che dica “ora basta!” alla deriva in corso. La testata che ho l’onore di dirigere, MicroMega, aderisce toto corde a questa manifestazione. Tuttavia non vi chiedo di aderire, questa sarà decisione che, come cittadini e come testate, potrà esserci oppure non. Vi chiedo invece di offrire uno spazio informativo a questi cittadini, perché la loro iniziativa non debba scontrarsi con il muro di gomma del silenzio dello strumento mediatico per eccellenza, la televisione, come invece già sta avvenendo. Le iniziative che vengono lanciate da gruppi di cittadini senza partito non sono, in una democrazia, meno importanti di quelle promosse da forze organizzate o presenti in parlamento. Nel momento in cui scrivo, quasi trecentomila cittadini hanno firmato l’appello per questa manifestazione.

Credo che dare agli organizzatori, da qui al 5 dicembre, uno spazio adeguato e fisso, con il quale possano comunicare agli italiani attraverso i nostri rispettivi siti internet, sarebbe un servizio reso alla democrazia tout court, capace oltretutto di ridurre al minimo ogni tentativo di strumentalizzazione di questa mobilitazione spontanea. Spero davvero che con le vostre le testate vogliate accogliere questa proposta di MicroMega, sul nostro sito da oggi operativa.

Aspettando con fiducia una vostra risposta, vi invio intanto i miei saluti più cari e sinceri.

(16 novembre 2009)

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