Migranti, l’Europa democratica c’è
Luigi De Magistris
, il manifesto, 15 settembre 2010
Ieri anche la commissione europea ha battuto un colpo di civiltà. Il commissario europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, Viviane Reding, con un duro e secco intervento («il comportamento dei francesi è una disgrazia»), ha informato l’assemblea dell’apertura di una procedura di infrazione contro la Francia per l’applicazione discriminatoria della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini.
La settimana scorsa il parlamento europeo a maggioranza (con il ruolo decisivo di Idv e Pd) aveva approvato una risoluzione che censura la decisione del governo francese di procedere all´espulsione indiscriminata di rom dal territorio nazionale, deplorando le politiche razziste e contrarie al processo d’integrazione tra i popoli. Il parlamento di Strasburgo ha ricordato a Sarkozy che le istituzioni europee si fondano sui principi di uguaglianza, solidarietà e tolleranza e ha lanciato un preciso monito al ministro dell’interno Maroni il quale – nella sua foga xenofoba – lo aveva immediatamente emulato mettendo all’ordine del giorno l’espulsione dei cittadini comunitari senza reddito e fissa dimora.
La violenza del messaggio istituzionale di un ministro che dovrebbe garantire sicurezza e diritti a tutti appare senza precedenti. Pretestuosa è la solita litania dei «diversi » che delinquono perché in caso di reati questi verranno perseguiti secondo le regole di uno Stato di diritto come avviene nei confronti delle persone che violano le norme penali (ad eccezione del presidente del consiglio per il quale si deve approvare l’ignobile scudo dell’impunità).
Un governo che non fa nulla per le fasce più deboli e per i «nuovi poveri», scarti della società opulenta, e gli offre, come premio per la loro «inutilità», l’espulsione. Potrebbe essere utile ricordare a chi, nella maggioranza, si professa cattolico che il primo immigrato clandestino della storia, sicuramente senza reddito né dimora, è stato Gesù Cristo.
L’iniziativa di Viviane Reding arriva il giorno dopo le mitragliate dei governi italiani e libici contro un peschereccio italiano per il sospetto che invece di pesci trasportassero (non) persone. Il ministro Maroni ha comunicato – ormai il consueto bollettino razzista – che è legittimo aprire il fuoco contro gli immigrati clandestini. Non importa se inermi, non fa nulla se bambini o donne in gravidanza. Peggio per loro, come disse qualche mese fa un altro pilastro dell’incultura leghista, il ministro Calderoli (l’autore del porcellum elettorale).
Sarkozy, Maroni e Berlusconi debbono comprendere – loro malgrado – che l’Europa non è solo quella dei mercati o dei mercanti (anche di esseri umani), ma quella dell’uguaglianza delle persone senza distinzione di razza e censo, della dignità degli esseri umani, della solidarietà, della sicurezza di poter vivere in libertà senza essere criminalizzati perché si è nomadi o perché non si è benestanti. Quando la democrazia batte un colpo l’aria sembra più pulita.
(15 settembre 2010)
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