Milano e Napoli: un voto per lo Stato o l’Antistato

Paolo Flores d’Arcais

, il Fatto Quotidiano, 13 maggio 2011

Domenica, nelle urne elettorali di Milano e di Napoli, si combatte uno scontro di civiltà. Conosciamo i valori, e anzi i volti, tra cui si dovrà scegliere. Da una parte lo Stato – uno, democratico, fondato sul lavoro – che lunedì ha commemorato i suoi martiri vittime del terrorismo. A Milano tre gigantografie ricordavano a Palazzo di Giustizia il sacrificio di Emilio Alessandrini e Guido Galli, assassinati dai brigatisti, e di Giorgio Ambrosoli, assassinato da un killer di Sindona (mai accostamento fu più giusto e giustificato). Nello stesso volger di tempo, l’Antistato che odia la Costituzione repubblicana, l’establishment eversivo che vuole distruggerla, vomitava le sue ingiurie: i magistrati definiti, per la bocca immonda del Narcisocrate, un cancro da estirpare. E un’intera adunata di padroni che esplode nell’applauso fescennino in difesa di uno di loro, assassino condannato a 16 anni e rotti di carcere.

Berlusconi ha spiegato che la sua era una metafora. E che altro può essere la parola “cancro” applicata non alla malattia ma a una persona o gruppo di persone? Per il compagno di merende di Putin e di Gheddafi, i magistrati che fanno il loro dovere sono appunto “come un cancro”, e come tale vanno “estirpati”. Pronunciamento eversivo in piena regola, che in ogni altra democrazia d’occidente avrebbe provocato immediato impeachment bipartisan. Quanto alle “scuse” della Confindustria, Michela Murgia nell’esemplare di ieri, le ha già trattate per quel che meritano.

Berlusconi ha spiegato che a Milano si vota contro la Boccassini e a Napoli contro i magistrati. Ha ragione: a Milano e a Napoli, le cricche del regime chiedono un voto contro la legalità e la decenza, un voto a favore delle mafie, dei ladri, dei corrotti, un voto a favore della menzogna e dell’impunità. Un voto di inciviltà. Per questo è necessario che a Milano Berlusconi-Moratti sia costretta al ballottaggio (per poi essere sconfitta) e a Napoli De Magistris arrivi al ballottaggio (per poi vincerlo). Per una questione di civiltà.

(13 maggio 2011)

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