Mini Cesare, mini Bruto, mini tradimento
Carlo Cornaglia
La disfida di Fini a Mirabello
scatena la masnada dei lacché
e la gang dei padan verde pisello:
“Stop all’esser di Fini alla mercé,
al Quirinale andiam dal presidente
perché Gianfranco Fini si dimetta
e si ritorni al voto prontamente!”
Giorgio Napolitano invano aspetta
e mentre Bossi dice: “No al pantano,
marzo è già troppo tardi, votiam prima,
questo ci chiede il popolo italiano!”,
il Cavalier Tentenna cambia clima:
“Nessuna fretta, parlo a fine mese
alla Camera sulla situazione…”
Umberto Bossi, che non vuol sorprese
e già pregusta la lievitazione
degli elettor che votan per la Lega,
fa fuoco e fiamme: “Tolgo la fiducia
se non posso aumentare la congrega!
Il mio esercito dalla voglia brucia
di far la marcia su Roma ladrona!”
Berlusca dice: “Non si voterà,
io non posso mollare la poltrona,
poiché il popolo vuol stabilità!”
Inghiotte il rospo Bossi e dice: “Sì!”
Dice Schifani: “Fini è equiibrato,
nessun lo può cacciare via da li!”
Si può sapere cosa cosa è capitato?
Che i sondaggi gli han detto: “Perderai,
se si fan le elezioni sei fottuto…”
e Gianfranco ha promesso: “In cella mai,
poiché sono soltanto un mezzo Bruto!”
(13 settembre 2010)
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