Minzolini, Brunetta e la libertà di stampa

MicroMega

In Italia ci sono rischi per la libertà di stampa? Ci mancherebbe altro, stiamo benissimo.

A guastare la festa, ma chi se lo aspettava, ci hanno pensato due dei pretoriani del Cavaliere: Augusto Minzolini e Renato Brunetta.

Per giorni e giorni il presidentissimo aveva dato ordine ai suoi ragazzi di buttarla in vacca, di deridere la piazza, di prendere in giro quei quattro ragazzotti del sindacato, di articolo 21 e i loro amici che avevano osato immaginare e convocare una manifestazione nazionale, popolare, unitaria addirittura in piazza del Popolo.

Tutto era andato bene, ma quando sono arrivate le immagini della piazza con le persone restate fuori, perchè era fisicamente impossibile entrare, a qualcuno dei picciotti sono letteralmente saltati i nervi e hanno fatto la frittata.

Invece di limitarsi a nascondere la notizia, ad omettere, a cancellare, come hanno fatto, gli interventi di Roberto Saviano, dell’ex presidente della corte costituzionale Onida, del comitato di redazione dell’Avvenire e di Famiglia cristiana, il fido Augusto ha voluto scavalcare Fede e si è fiondato sul video, mettendo in musica i comunicati del governo.

A quel punto si è capito non solo che la manifestazione era riiuscita, ma anche che la libertà di informazione è davvero a rischio. Quello che si voleva negare è diventato evidente…

Ne volete una prova? La grande autonoma agenzia francese Reporters sans frontieres ha annunciato che l’Italia si è conquistata la maglia nera in Europa e che sta per entrare nella lista dei paesi che l’associazione definisce "I predatori della libertà", naturalmente i tg del polo Raiset, salvo il Tg3 e Rainews24, non hanno dato la notizia.

Se ancora fosse restato un dubbio sulla gravità della malattia, ci ha pensato il terribile Brunetta a sferrare l’ultimo colpo di maglio annunciando che il governo dovrebbe mettere in ginocchio gli editori impuri e chiudere i rubinetti a quelli che rompono le scatole.

Che musica! Che finezza! Che animo liberale e libertario! Tuttavia il ministro, vogliamo sperare in modo inconsapevole, ha inanellato due gaffes micidiali.

Un giornale senza contributi pubblici c’è già ed è proprio l’odiatissimo "Il fatto" di Padellaro e Travaglio che sentitamente ringrazia.

Tra gli ediitori impuri, anzi impurissimi c’è proprio il capo supremo che ciuccia contributi per la Momdadori, per il Giornale, per decine e decine di riviste e, per di più, paga un euro per la concessione dell’etere e delle frequenze.

Come se non bastasse ieri il proprietario e gli amministratori di Fininvest si sono visti condannare per corruzione dei giudici che dovevano occuparsi del Lodo Mondadori.

Brunetta è un uomo d’onore, non si fermerà certo di fronte a questi particolari e sicuramente menerà il suo spadone sulla testa degli editori impuri e anche su quella degli editori corruttori.

Giuseppe Giulietti

(5 ottobre 2009)



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.