Mobilitiamoci tutti per il successo dello sciopero generale
Ed ora raccogliamo le adesioni alla grande giornata del 28 gennaio!
Articolo 21 non solo ci sarà, ma ha deciso di rivolgere un appello a tutte le associazioni che si occupano della libera circolazione del pensiero, delle opinioni, delle forme creative, delle ricerca e della formazione, perchè ciascuna da oggi si impegni a promuovere la più ampia partecipazione e adesione allo sciopero generale indetto dalla Fiom.
Non si tratta solo, comunque non sarebbe poco, di essere solidali con la Fiom e con la Cgil, quanto di essere solidale con noi stessi, di respingere l’assalto in atto alla Costituzione, il tentativo di restringere i margini della dialettica politica, sociale, sindacale.
Quello che è successo a Mirafiori è il prologo di quanto potrebbe accadere, anzi di quanto sta già accadendo.
Il video messaggio di Berlusconi altro non è che il preannuncio di un tentativo estremo e disperato di regolare i conti con l’ordinamento giudiziario, di annullare la divisione dei poteri, di ricondurre "ad uno" la decisione, eliminando i controlli, o almeno quelli che i controlli li vorrebbero fare sul serio.
Berlusconi fiuta l’aria e avverte che l’unica possibilità per cancellare le squallide storie che lo vedono protagonista è proprio quella di giocare a fare il Marchionne, di imporre un referendum sulla sua persona, di dire ai cittadini "O me o il caos!".
Naturalmente Berlusconi non è Marchionne, le carte processuali non potranno essere bruciate, metà di questo paese non gli ha mai creduto, realizzare un golpe di tipo tradizionale non sarà facile, neanche per lui.
In ogni caso proverà di tutto, di più, e soprattutto ha deciso di lanciare una eccezionale campagna mediatica fondata sulla occupazione militare del video, sulla ripetizione della bugia, sulla esibizione del conflitto di interessi, sulla minaccia nei confronti delle trasmissioni a lui ostili: si comincerà da Santoro e da Rai Tre come il solerte Masi ha già anticipato in una intervista rilasciata al Giornale di famiglia.
Dal momento che Fini sarà uno dei bersagli della campagna, si può sperare che, almeno in questa occasione, le opposizioni tutte vogliano rispondere insieme?
Si può ipotizzare un passo congiunto per tutelare la Costituzione e fermare questa deriva eversiva? Si può immaginare la prima manifestazione di tutti quelli che ancora credono nella legalità repubblicana, a prescindere dalle loro storie passate e dalle inevitabili future contrapposizioni tra destra e sinistra? Per una volta l’interesse generale potrà essere anteposto agli interessi di parte o di partito?
Vogliamo cominciare, tutti insieme, a chiedere alla autorità di garanzia delle comunicazioni, alla commissione di vigilanza sulla Rai, di intervenire affinchè sia concesso un immediato diritto di replica alle istituzioni, ai giudici, ai cittadini che sono stati e saranno al centro delle manganellate di Berlusconi e dei suoi bravi?
Chi lo vuole fare, lo faccia subito e non attenda che il manganello colpisca la sua testa, allora potrebbe essere un pò tardi.
Nella storia d’Italia è già accaduto, sarà il caso di evitare il bis.
Giuseppe Giulietti
(17 gennaio 2010)
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