Non solo Cogne, riflettori tv anche per Cucchi

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Per quale ragione i delitti di Perugia, di Cogne, di Garlasco hanno avuto ed hanno diritto a tante prime serate in TV ed invece le atroci morti in carcere, o sul lavoro, non hanno mai avuto e non hanno diritto allo stesso trattamento?’ La tv italiana, infatti ha dedicato ore e ore di attenzione ad alcuni delitti come quelli che abbiamo appena richiamato.

Oggi, invece vogliamo chiedere se sia possibile ipotizzare una serata televisiva dedicata al delicatissimo caso e alla drammatica vicenda di Stefano Cucchi arrestato pare per modesto possesso di droga il 16 ottobre scorso e morto all’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Al momento dell’arresto da parte dei carabinieri secondo quanto riferito dai familiari, il ragazzo stava bene è camminava sulle sue gambe. Dopo qualche ora Stefano è stato invece riconsegnato morto ai sui genitori con il corpo martoriato e sfigurato.

Cosa è mai accaduto? Chi ha ridotto Stefano in quelle condizioni? Per restare in argomento chi aveva condotto a morte Aldo Bianzino, anche lui deceduto in carcere, a Perugia, due anni or sono?

I loro casi, per sfortuna non sono stati cancellati perché i loro famigliari, coraggiosi comitati di cittadini, associazioni quali “Nessuno Tocchi Caino”, “A Buon Diritto”, “Antigone” non hanno mai smesso di reclamare verità e giustizia. Alla loro voce ci permettiamo di aggiungere anche quella di questo blog e dell’associazione Articolo21 e di chiedere a tutti i giornali e a tutti i giornalisti, alcuni già lo stanno facendo, di non spegnere i riflettori e di non imitare quei salotti televisivi dove si raccontano solo quei delitti che possono servire alla industria della paura ed ai suoi impresari politici.

Giuseppe Giulietti

(2 novembre 2009)

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