Non sparate al piduista
Carlo Cornaglia
“Lo sciame sismico? State tranquilli,
liberano le scosse l’energia
e, nonostante tutto quanto oscilli,
non è il caso che voi scappiate via.”
Tutti sappiamo poi com’è finita,
trecento cittadin non ci son più,
ma la sciagura è al Cavalier servita
per farsi bello in tutte le tivù
con lacrime, fandonie, propaganda,
la promessa di ville agli sfollati
e la settimanale scorribanda
fra l’entusiasmo dei terremotati
plagiati dal suo splendido carisma.
Ora che la magistratura indaga
sull’allarme mancato per il sisma
l’ira funesta del premier dilaga:
“L’omicidio colposo si contesta?
Dei piemme è la solita follia…
Fino a quando la vile accusa resta
la Protezion civil, parola mia,
si terrà dall’Abruzzo ben lontana.
Chi ha mente fragile e qualche morto
potrebbe maturar l’idea balzana
di sparare a qualcun per lo sconforto.”
“Stia tranquillo, ducetto Cavaliere:
certo, per la giustizia fai da te,
l’eventuale aquilano giustiziere
non mirerebbe a un misero lacché,
ma a chi lucra perfin su un terremoto
per conquistar degli elettor l’affetto…
Ma non le sparerebbe: come è noto
basterebbero un duomo o un cavalletto.”
(12 giugno 2010)
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